Aggiornato al 06/12/2025 - 12:55
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CGIA Mestre

Allarme usura, Siracusa maglia nera in Italia: è 4ª per crescita di aziende insolventi

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Il report della Cgia di Mestre: nella nostra provincia 865 imprese in sofferenza, con un balzo del 15,8%. A Natale cresce il rischio per famiglie e commercianti: “Potenziare il Fondo di prevenzione”

È un campanello d’allarme assordante quello che suona per l’economia siracusana. La nostra provincia è la quarta peggiore d’Italia per incremento di imprese insolventi. Lo certifica l’ultimo report dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che fotografa una situazione critica: a Siracusa sono ben 865 le aziende segnalate in sofferenza, con un aumento record del +15,8% rispetto al 2024 (+118 unità).

Un dato drammatico, molto superiore alla media regionale (+4,5%) e nazionale (+3,6%), che posiziona il territorio aretuseo in una zona di rischio altissimo, subito dietro solo a realtà come Valle d’Aosta e Campania. Anche la vicina Ragusa soffre, segnando un +14,7%.

L’usura bussa alla porta durante le Feste

Il rapporto evidenzia come il periodo natalizio, tra regali e tredicesime da pagare (che artigiani e piccoli commercianti non hanno), amplifichi il pericolo. Chi finisce nella “black list” della Centrale Rischi viene escluso dal credito bancario legale e diventa preda facile degli strozzini. “Le festività generano pressioni sociali – spiega la Cgia – inducendo molti a ricorrere a prestiti per non deludere le aspettative, spesso rivolgendosi a canali illegali”.

Il paradosso delle denunce in calo

Nonostante l’aumento delle sofferenze bancarie (in tutta la Sicilia sono quasi 10mila le imprese in difficoltà), le denunce per usura diminuiscono. Un silenzio dettato dalla vergogna e dalla paura di ritorsioni da parte di reti criminali organizzate, capaci di esercitare un forte condizionamento psicologico sulle vittime e sulle loro famiglie.

La Cgia chiede con forza il potenziamento del Fondo di prevenzione dell’usura, l’unico strumento capace di offrire un’ancora di salvezza a chi rischia di scivolare nelle mani della criminalità spesso non per errori propri, ma per mancati pagamenti o ritardi della committenza.

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