[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/Oc0-PS_ByhM”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]I Fatti di Avola 52 anni dopo. C’è ancora tanta commozione, dolore, rabbia, ma anche ricerca della verità a distanza di mezzo secolo da quello sciopero sindacale per il quale persero la vita due braccianti agricoli: Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona. Un “grido” che questa mattina, durante la rievocazione dei fatti con la deposizione della corona in contrada Chiusa di Carlo, ha fatto proprio Paola Scibilia, unica erede delle due vittime (aveva 9 anni quando il padre perse la vita), oltre le organizzazioni sindacali rappresentate dai segretari generali di Cgil, Roberto Alosi, di Cisl, Vera Carasi e dal sub-commissario della Uil, Saveria Corallo. Con loro anche i rispettivi segretari sindacali dei lavoratori agricoli, Mimmo Bellinvia della Flai Cgil, Sergio Cutrale della Fai Cisl e Sebastiano Di Pietro della Uila Uil[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]












