Emozioni forti e arrivi al cardiopalma con Fuoco dell’Etna protagonista
Emozioni forti e arrivi al cardiopalma hanno caratterizzato il convegno di galoppo di venerdì 6 febbraio all’Ippodromo del Mediterraneo, impreziosito da prestazioni di spessore. La prova più ricca della giornata va a Fuoco dell’Etna, che conferma forma, qualità e perizia tattica. In perfetta sintonia con il fantino Daniele Scalora, l’allievo di Enzo Messina, riesce a districarsi da un gruppo agguerrito che si dà battaglia senza esclusione di colpi fino al palo. Decisivi gli ultimi 300 metri. A 100 metri dal traguardo Fuoco dell’Etna trova il varco giusto tra Real Back e Miss Breath, piazzando l’allungo vincente. Miss Breath chiude seconda, mentre sul filo di lana Le Beau Bacall ha la meglio su Real Back; completa il Quinté Eagle Force. Tris remunerativa a 467 euro, mentre nessun vincitore per Quarté e Quinté.
Classe e qualità emergono con forza anche nel Premio Gucci, condizionata di Classe 3 per cavalli di 3 anni sul miglio. Valenti, pur concedendo chili agli avversari, vince in grande stile sotto la guida impeccabile di Giuseppe Cannarella, ancora una volta interprete perfetto dell’allievo di Antonio De Luca. Netto il distacco sulla chiacchierata novità Golden Money, mentre buona la prima sul tracciato siracusano per Fareiwa, che chiude terzo.
Ritorno al successo per Baselitz nel Premio Missoni, seconda condizionata in programma riservata agli anziani sui selettivi 2300 metri della pista grande. Magistrale la monta di Gabriele Cannarella, autore di un rush finale irresistibile che beffa Ponty proprio nei pressi del traguardo. Sempre competitivo, nonostante i dieci anni, Neileta, che completa il podio.
Si adatta perfettamente al nuovo tracciato anche Cuban Slide, vincitore del Premio Prada, prova discendente sulla velocità per anziani valida come seconda Tris. In sella l’allievo Lorenzo Scalora, che risolve un vibrante duello con Don Carfed, costretto al posto d’onore. Buona e costante la prestazione di Er Dandy, terzo.
Apertura convegno dedicata agli anglo-arabi con il Premio Armani, dove Federico Mio indossa la sua veste migliore. Sotto il training e la monta di Antonino Cannella, vince senza troppa fatica precedendo Degheotto e il favorito Finimondo, rispettivamente secondo e terzo.









