Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente pubblica i dati di due anni di attività: il 56% degli atti indirizzati a Palazzo Vermexio non ha ottenuto alcuna risposta
Nelle stanze di Palazzo Vermexio il silenzio amministrativo sembra essere diventato una prassi sistematica. A fotografare un quadro di diffusa inerzia burocratica è il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente , che ha pubblicato un dettagliato dossier sull’attività istituzionale svolto tra il 6 agosto 2024 e il 7 settembre 2026. Un bilancio inviato direttamente al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ente siracusano e al Presidente del Consiglio comunale.
In poco più di ventiquattro mesi, l’associazione civica ha protocollo 186 atti — tra cui 38 istanze di accesso agli atti, 21 diffide, 46 segnalazioni e una petizione popolare —, di cui 126 rivolti direttamente al Municipio. Analizzando i 116 procedimenti giunti a scadenza, l’amministrazione ha fornito un riscontro soltanto in 51 occasioni. Ben 65 pratiche, pari al 56% del totale, sono rimaste del tutto inascoltate, senza neppure una comunicazione interlocutoria. L’unica eccezione virtuosa è rappresentata dal Settore Mobilità e Trasporti, da cui proviene oltre il 66% delle risposte complessive.
L’assenza di riscontri mappa in modo nitido le criticità dell’apparato comunale:
Sindaco: Nessuna risposta a propria firma per le 26 comunicazioni indirizzate al primo Francesco cittadino Italia.
Polizia Municipale: Nessun riscontro a fronte delle 20 segnalazioni inviate.
Igiene urbana: Zero risposte su nove atti, inclusa la richiesta di accesso al contratto di servizio.
Servizio idrico ed ATI: Nessun riscontro alle 18 comunicazioni estive del 2026 sul malfunzionamento della rete.
L’accesso agli atti mostra luci e ombre: sebbene 19 richieste su 25 abbiano ottenuto risposta nei 30 giorni di legge, in diversi casi i documenti sono stati consegnati solo dopo diffida o con forte ritardo, come per i dati del Piano della Sosta giunti dopo 74 giorni. Emblematica è la sorte della petizione del 27 marzo 2025 sulla trasparenza degli appalti: firmata da 72 cittadini con consegna autenticata, è rimasta sepolta nei cassetti per 533 giorni, a fronte dei 90 previsti dallo Statuto.
Una situazione che non sembra addebitabile a disfunzioni del protocollo. Per 118 atti su 134, infatti, la PEC dell’associazione conserva la ricevuta di avvenuta assegnazione agli uffici. “Non è un atto d’accusa, ma un rendiconto verificabile punto per punto”, sottolinea il presidente del Comitato, Francesco Biondini. “Chiediamo che il Piano anticorruzione ne tenga conto e che rispondere ai cittadini torni a essere considerato un dovere istituzionale, non un’ordinaria concessione.”






