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Siracusa, supporto alle entrate comunali: Mangiafico contesta il nuovo bando

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Il leader di Civico 4 chiede al Comune di ritirare gli atti di gara e di chiarire quali lavoratori abbiano davvero diritto alla clausola sociale

Il Comune di Siracusa rimette a gara il servizio di supporto alla riscossione delle entrate, ma la clausola sociale prevista per tutelare i lavoratori è al centro di una contestazione. A sollevare la questione è Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4.

Il 6 ottobre – spiega Mangiafico – è stata firmata la determina dirigenziale con cui l’amministrazione indice la nuova procedura. Il servizio è finora affidato a un’associazione temporanea di imprese formata da Municipia Spa e Top Network Spa, che ha potuto lavorare per tutto il tempo consentito dal precedente capitolato: 36 mesi ordinari più 24 di proroga, cinque anni in totale.

“Rispetto al paniere dei cosiddetti servizi di supporto, che le amministrazioni presiedute dall’attuale sindaco hanno in questi anni spacchettato in un spezzatino di micro-appalti, si tratta del servizio più delicato, perché riguarda la capacità di realizzare una banca dati unica e affidabile e di garantire tutte le entrate comunali”, spiega Mangiafico.

La clausola sociale nasce per assicurare continuità di lavoro e di retribuzione al personale che opera da anni in questo settore e che spesso proviene dal bacino degli ex Lsu, di cui secondo Mangiafico si rischia di perdere traccia e responsabilità amministrativa. Il punto 10.3 della relazione generale che accompagna il capitolato tecnico ne definisce la portata, ed è proprio questa formulazione a essere contestata, nel metodo e nel merito.

“Sul metodo, i numeri indicati sono questi: a fronte di 33 unità provenienti dal bacino storico, la gara prevede una dotazione di 35 persone – dice il leader di Civico 4 -, perché nel corso dei cinque anni sono subentrate due nuove unità o perché ne è prevista l’assunzione. Le 33 persone del bacino storico lavorano però a 30 ore settimanali e non a tempo pieno. Secondo Mangiafico non è chiaro perché l’amministrazione, invece di aumentare le ore del personale già esperto in queste attività, scelga di introdurre nuove figure. Tre delle unità storiche, inoltre, verrebbero garantite a 40 ore anziché 30, con un’estensione dell’orario che penalizza le altre 30”.

Nel merito, il leader di Civico 4 punta il dito contro il calcolo che trasforma le 35 unità, di cui 32 part-time, in 27 posizioni teoriche a tempo pieno, indicate nella nota sulla congruità del costo del lavoro”. “Attraverso un arzigogolato meccanismo di riparametrazione, i livelli dell’attuale personale vengono mediamente ridimensionati al ribasso, con un danno economico per i lavoratori”, afferma Mangiafico, secondo cui “il calcolo rende inoltre poco chiaro a quale livello il personale sarà riassunto. Nello stesso quadro colloca la riduzione del corrispettivo fisso annuo, che passa dai 1.864.918,00 euro del capitolato del 2021 a 1.690.444,55 euro”.

Mangiafico ricorda che “negli ultimi otto anni, in tutti i filoni dei servizi di supporto, interpretazioni elastiche delle clausole sociali hanno consentito l’ingresso di nuovo personale, con la garanzia di essere confermato nell’appalto successivo, senza risolvere i problemi che il personale storico si porta dietro da tempo”. Un meccanismo che, a suo giudizio, non permetterà mai di avere servizi affidati a un gruppo di lavoro a tempo pieno e indeterminato, a garanzia di maggiore efficienza.

“Invitiamo l’amministrazione a rivedere la documentazione pubblicata all’albo pretorio e a ritirarla in autotutela, al fine di chiarire in modo esplicito la platea dei lavoratori che hanno realmente diritto alla clausola sociale e di rispettarne in pieno i diritti”, conclude Mangiafico.

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