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Consiglio comunale, Messina (FI): “Abbiamo scritto la storia”

“I consiglieri comunali di Siracusa accusati di non saper fare i conti hanno scritto la storia. Finalmente il Parlamento siciliano ha provveduto a colmare il vuoto normativo mal interpretato dalla Regione in materia di scioglimento dei consigli comunali in Sicilia. E, infatti, grazie a Siracusa, questo atto prevaricatorio antidemocratico nei confronti dei Comuni siciliani non potrà più accadere”.

Ad intervenire sulla vicenda dello scioglimento del consiglio comunale, sull’ultima sentenza del Tar e sul recente  provvedimento dell’Ars è l’ex consigliere comunale di Forza Italia, Ferdinando Messina che, da una parte, difende l’operato suo e dei colleghi del massimo consesso siracusano, dall’altra plaude all’iniziativa parlamentare della deputata azzurra Rossana Cannata.

“Può non piacere il fatto che la città di Siracusa sia rimasta senza consiglio comunale – afferma Messina – ma di sicuro la colpa non va data ai consiglieri comunali di Siracusa, anzi noi abbiamo subito un torto così come lo hanno subito i cittadini siracusani e cosi come lo hanno subito tutti i comuni siciliani”.

A supporto di questa tesi, Ferdinando Messina riporta uno stralcio della recente sentenza del Tar di Catania che, pur rigettando il ricorso degli undici colleghi consiglieri, rafforza la tesi contro la Regione Siciliana: “[…] È indubbio che la sanzione dello scioglimento del Consiglio Comunale in ambito regionale siciliano non è applicabile in assenza di una specifica disposizione legislativa in tal senso […]”.  Ed ancora “[…] l’approvazione del conto consuntivo da parte del commissario non poteva condurre allo scioglimento del consiglio comunale […]”.

“Fatti ben evidenziati in occasione del dibattito parlamentare dall’onorevole Rossana Cannata – aggiunge Messina – dunque la storia è scritta, ma va ripristinata la democrazia in città e ciò potrà avvenire a breve quando sarà discusso il ricorso al Presidente della Regione presentato dal sottoscritto insieme ai colleghi consiglieri Reale, Barbagallo, Boscarino, Castagnino, Costantino Muccio, Di Mauro, Trimarchi e Zappalà. A quel punto si potrà scrivere la parola Fine“.

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