Rifiuti, Francesco Italia: “Termoutilizzatori necessari, ma differenziata deve crescere”

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Sul tema dei termoutilizzatori serve un approccio pragmatico e non ideologico”

“I termoutilizzatori non sono la soluzione ai problemi dei rifiuti in Sicilia, ma sono certamente uno strumento indispensabile per il ciclo della differenziazione dei rifiuti”. Ad affermarlo, nel corso di un’intervista rilasciata a SiracusaPress, è il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che esprime anche la posizione di Azione, il partito di Carlo Calenda, fresco di apparentamento con Italia Viva di Matteo Renzi. L’idea è chiara: i termoutilizzatori, tema divisivo che è stato tra le cause anche della recente crisi di governo, s’hanno da fare. E chiunque si oppone, indipendentemente dalle ragioni, viene accusato di avere un “approccio ideologico”.

Sembra esserci poco spazio per il confronto su questo tema, che viene considerato prioritario soprattutto in Sicilia, nonostante nell’isola la raccolta differenziata, elemento cardine di qualsiasi ciclo virtuoso dei rifiuti, sia ancora molto lontana da percentuali complessive accettabili. Se ci sono comuni, infatti, che stanno registrando una costante crescita, ve ne sono altri, a partire dalle grandi città come Catania e Palermo, in cui siamo praticamente all’anno zero, con tutto ciò che questo comporta. Intanto, buona parte della politica promuove la termoutilizzazione come soluzione necessaria, non rassicurando però chi teme che, allo stato attuale, essa potrebbe trasformarsi solo in un enorme bruciatore indiscriminato, con conseguenze dannose per ambiente e salute. Ecco cosa ha detto sul tema, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, durante la nostra intervista.

Sindaco, in che modo questa idea della termoutilizzazione può valere con una differenziata ancora lontanissima, in Sicilia, da percentuali elevate?

Bisogna implementare tutta l’impiantistica e sviluppare le politiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti. Faccio un esempio: a Siracusa abbiamo costruito le casette dell’acqua gratuita. Questo è un classico esempio di politica di prevenzione e riduzione del rifiuto, perché io dico al cittadino di non comprare le bottiglie di plastica al supermercato. Gli offro l’acqua gratuitamente, che può prendere con delle bottiglie di vetro, realizzando una riduzione sensibile del rifiuto. Insisto che bisogna mettere mano a tutta l’impiantistica: dall’organico alla plastica, al vetro, al cartone e poi completare il ciclo della raccolta con il termoutilizzatore. Perché voglio ricordare che in tutte le raccolte, anche in quella di plastica e carta, c’è una percentuale di rifiuto che non è differenziabile. Pertanto, per terminare il ciclo, si deve necessariamente implementare il termoutilizzatore di ultima generazione. Su questo tema è necessario avere un approccio non ideologico, ma pragmatico, venendo alle più moderne ed efficaci infrastrutture per la riduzione del rifiuto.

Non pensa però che, in un’isola che non differenzia abbastanza, partire dalla proposta del termoutilizzatore sia un grave errore?

Io sono molto chiaro, lo dico spesso anche ai cittadini che temono che i rifiuti vengano mischiati e bruciati in maniera indiscriminata. Nel termoutilizzatore vanno solo i rifiuti che non sono differenziabili. Deve essere altrettanto chiaro che se non completi il ciclo con l’impianto di termoutilizzazione, la raccolta non aumenterà mai. Noi a Siracusa, in questo mese, abbiamo superato il 54%. Possiamo fare molto di più, ma serve lo strumento della termoutilizzazione, perché tutto quello che non viene inviato all’impianto finisce in discarica.

Però le discariche si riempiono perché non si differenzia abbastanza. Davanti a città a zero o poca differenziazione, usare il termoutilizzatore significherebbe solo bruciare rifiuti e aumentare l’inquinamento dell’aria, con danni ad ambiente e salute…

Infatti bisogna intervenire in modo estremamente forte, con una politica di deciso stimolo alla raccolta differenziata, un po’ come abbiamo fatto a Siracusa negli ultimi anni, dimostrando che si può fare.

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