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Siracusa, le criticità dell’Umberto I. Romano(PD): “La situazione è disastrosa”

“La situazione disastrosa del Pronto Soccorso di Siracusa è giornalmente sotto gli occhi di tutti i
nostri concittadini e, con molto dispiacere, le cronache e gli avvenimenti che si susseguono
sembrano non avere fine”. Santino Romano, segretario cittadino del PD, commenta con queste parole le criticità dell’Umberto I.
“Gli operatori – continua – hanno manifestato il loro dissenso anche con delle manifestazioni a cui il PD ha
partecipato cercando di dare supporto a chi, in prima linea, si pone come diga per arginare la
pandemia che sta massacrandoci con picchi sempre più violenti e meno prevedibili.
Le origini di questa situazione hanno una lunga storia e quello a cui assistiamo è il completamento
di un progetto iniziato dopo l’elezione del Presidente della Regione Musumeci, ovvero la
realizzazione di una sanità regionale etno-centrica che sta svuotando le altre ASP e quella di
Siracusa, data la vicinanza geografica, è una delle vittime principali di questo sistema, il tutto
accelerato dalla pandemia che da più di due anni non da pace agli operatori sanitari”.
“Le carenze più forti – afferma il segretario cittadino – si riscontrano dal punto di vista delle unità lavorative che coprono le mansioni infermieristiche, a tal punto che interi reparti dell’Ospedale Umberto I non sono nella situazione di poter lavorare nonostante dal punto di vista strutturale siano perfettamente idonee ad accogliere e assistere i pazienti che ne abbiano bisogno.
La situazione del sottodimensionamento dei reparti è il collo di bottiglia del Pronto Soccorso
“pulito” dove, una volta accolto e visitato il paziente non si può effettuare il ricovero nel reparto di
destinazione perchè “chiuso” o “pieno” e quindi sempre più spesso il paziente rimane al PS dove
iniziano a scarseggiare anche le barelle costringendo i malati a dover sostare per tempi indicibili e
vergognosi, adagiati su sedie o appoggi di fortuna, a volte con esiti nefasti come purtroppo abbiamo
potuto apprendere dalla stampa nei giorni scorsi”.
“Naturalmente – continua – il tutto si ripercuote sul valore della prestazione medica e sulle valutazioni che si esprimono nei confronti del Pronto Soccorso.
Un caso eclatante è la situazione dei reparti di geriatria e medicina, basti pensare che a Lentini
medicina e geriatria sono stati convertiti in reparti covid, dunque il paziente non covid non trova
assistenza a Lentini e dovrebbe essere spostato a Siracusa dove i reparti di medicina e di geriatria
hanno avuto una drastica riduzione. I letti che ospitano i pazienti geriatrici infatti sono “dentro” il
corridoio del reparto di medicina.
La medicina ha 14 letti invece di 24 e la geriatria 10 invece di 14, di fatto il reparto di geriatria con i
suoi 14 letti è vuoto e inutilizzato, il tutto causato dalla mancata presenza degli infermieri che non
sono sufficienti in quanto sono stati o dirottati altrove oppure sono andati in pensione senza che sia
stato effettuato alcun turnover.
La situazione che sta attraversando la sanità siracusana deve far aprire gli occhi alla dirigenza
sanitaria e politica, la carenza di personale infermieristico andrebbe colmata nel minore tempo
possibile. Abbiamo contezza anche di carenze di personale medico dove in alcuni reparti la
presenza è ridotta a meno della metà della pianta organica prevista costringendo i medici a turni
massacranti.
L’attuale situazione pandemica e gli sforzi del Governo Nazionale permettono l’assunzione di
personale sanitario a vari titoli, partendo da questo consigliamo vivamente di attivare queste
procedure e consentire la riapertura e la funzionalità dei reparti ospedalieri in modo da
decongestionare il Pronto Soccorso.
I nostri concittadini – conclude Romano – non meritano di rivedere scene da ospedali di guerra e non possiamo obbligare i
medici a dover effettuare l’orrenda scelta di curare chi ha maggiori aspettative di vita rispetto a chi
ne ha meno, abbiamo tutti una persona avanti con gli anni a cui siamo affezionati e non vorremmo
mai che fra lei e noi qualcuno dovrebbe essere obbligato a scegliere noi.
Il Partito Democratico sarà sempre in prima linea nella difesa dei più deboli ed è per questo che
contiamo di portare queste istanze a tutti i livelli della politica, da quella locale a quella nazionale”.

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