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Ponte sullo Stretto, Granata: “No, ossessione costata già un miliardo”

Fabio Granata ribadisce la sua contrarietà assoluta al rilanciato progetto del ponte sullo Stretto.

“In questo 2021, tra giugno e luglio saranno sospesi i collegamenti ferroviari tra Siracusa e Catania e nel frattempo ripartono i fuochi di artificio sul Ponte sullo Stretto – esordisce non senza polemica l’ex Assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Siciliana – io dico che si tratta di un’ossessione, di un accanimento terapeutico, di una sindrome di Stoccolma che ha contagiato anche Nello Musumeci e i 5 Stelle. Tutti”.

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Per il leader del movimento politico “Oltre”  il ponte sullo stretto è un affare per pochi, uno specchietto per le allodole e per gli allocchi. “Altro che transizione ecologica”, sbotta Granata.

“Chi è in buona fede e non conosce il territorio, non sa che la ferrovia a Messina per essere collegata al ponte dovrebbe attraversare la città per venti chilometri e essere portata a novanta metri di altezza – aggiunge l’Assessore alle Politiche culturali del comune di Siracusa – e ugualmente sulla costa calabrese bisognerebbe partire da Gioia Tauro per rifare un tratto ferroviario nuovo, bucando montagne e colline della costa viola, tra Bagnara e Cannitello, passando da Scilla, un luogo incantevole già pieno di colate di cemento”.

Granata non le manda a dire e tra gli “irresponsabili” individua anche i rappresentanti della stampa che da decenni mostrano un fotomontaggio del ponte come una protesi che unisce le due sponde, senza spiegare “quante e quali folli opere a terra bisognerebbe concepire, progettare e (cosa più molto più difficile) realizzare”.

stretto di messina siracusapressL’ex Presidente dell’Antimafia ricorda che ad oggi questa “brillante idea è costata 960 milioni di euro senza ovviamente l’ombra di un cantiere aperto e operante, una enorme e vergognosa lista di spese clientelari e di incarichi professionali per un’opera che è solo uno specchietto per le allodole. O per gli allocchi”.

Granata ribadisce che il ponte sullo Stretto di Messina esiste solo sui rendering promozionali diffusi dalla società concessionaria che finora è costata quasi un miliardo di euro. E ricorda che nel verdetto che chiede una rapida chiusura della procedura di liquidazione della società Stretto di Messina, la Corte dei Conti ha calcolato che “questa società ha speso dal 1981, anno della sua costituzione, al 2013, anno della decisione di liquidarla, 958.292 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri sei milioni dal 2013 al 2016, perché la società esiste ancora, e spende: consulenze, incarichi, mazzette promozionali“.

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