[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Damiano Chiaramonte”][vc_column_text]Si erano fatti i nomi (piuttosto blandamente ad onor del vero) di Stefania Prestigiacomo e di Antonio Nicita. L’ex ministra dell’Ambiente sembrava poter avere qualche chances per rappresentare Forza Italia proprio in quel dicastero che aveva già retto in passato. Le speranze della deputata azzurra siracusana erano anche alimentate dall’esigenza di rispettare le quote rosa. Mentre per il già Presidente dell’Agcom si era aperto uno spiraglio per andare a ricoprire – da tecnico – l’incarico di sottosegretario allo Sviluppo economico.
Ma i papabili siracusani sono stati travolti, come quasi tutti gli altri pretendenti siciliani, dalle scelte “nordiste” del neo Presidente del Consiglio e dei partiti che, evidentemente, hanno guardato ben poco agli equilibri geografici. Gli esigui sottosegretari siciliani infatti riesce a piazzarli solo il M5s con Giancarlo Cancelleri, riconfermato al Mit, Barbara Floridia all’Istruzione e Manlio Di Stefano agli Esteri. C’è un quarto siciliano, ovvero: Giorgio Mulè, alla Difesa, ma si tratta di un “milanese” voluto dalla dirigenza lombarda di Forza Italia e non certo da Gianfranco Miccichè che aveva scommesso su Gabriella Giammanco e Gaetano Armao.
Chissà se il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana farà la voce grossa ad Arcore per essere stato trattato a pesci in faccia… Ma a piangere non è soltanto la compagine siciliana azzurra. Sono rimasti fuori dal Risiko dei viceministri anche Davide Faraone (Iv), Steni Di Piazza (M5s) e, soprattutto, Roberto Lagalla che sembrava avere buone chances grazie all’appoggio del ministro Patrizio Bianchi. Tra i papabili (e poi trombati) siciliani si annovera anche l’ex leader Udc, Saverio Romano.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Ecco tutti Sottosegretari”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Trentanove tra sottosegretari e vice ministri, 19 donne e 20 uomini.
Per il PD: Simona Malpezzi ai rapporti con il Parlamento, Assuntela Messina all’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Vincenzo Amendola agli Affari europei, Marina Sereni agli Esteri, Alessandra Sartore all’Economia, Anna Ascani allo Sviluppo Economico.
Per la Lega: Nicola Molteni all’Interno, Stefania Pucciarelli alla Difesa, Claudio Durigon all’Economia, Gian Marco Centinaio all’Agricoltura, Vannia Gava all’Agricoltura, Alessandro Morelli viceministro ai Trasporti, Tiziana Nisini al Lavoro, Rossano Sasso all’Istruzione, Lucia Borgonzoni ai Beni culturali.
Per Forza Italia: Deborah Bergamini ai rapporti con il Parlamento, Giuseppe Moles all’editoria, Francesco Paolo Sisto alla Giustizia, Giorgio Mulè alla Difesa, Gilberto Pichetto Fratin viceministro allo Sviluppo Economico, Francesco Battistoni all’Agricoltura.
Bruno Tabacci di Centro Democratico al coordinamento della politica economica, Franco Gabrielli (il capo della Polizia) alla sicurezza della Repubblica, Benedetto Della Vedova di +Europa agli Esteri, Ivan Scalfarotto di Italia Viva all’Interno, Teresa Bellanova di Italia Viva viceministra ai Trasporti, Maria Cecilia Guerra di Articolo 1 (Leu) all’Economia.
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