Angelo Galfano allarga le braccia. Il tecnico siracusano che allena la Vibonese in Serie C si è detto quasi rassegnato ad una situazione complicata per la sua squadra. E non certo per una questione tecnica. “Il Covid ci ha creato e ci sta creando molti problemi – il commento a fine gara dopo la sconfitta di Monopoli -. Abbiamo avuto più di mezza squadra fuori, compreso il sottoscritto e lo staff tecnico. Siamo rientrati e dopo pochi giorni scesi in campo a Catania, quindi oggi a Monopoli. Mercoledì giocheremo ancora, poi sabato, poi ancora mercoledì. Così è davvero dura. Anche perché prima di questa emergenza sanitaria stavamo molto bene – ha aggiunto – e ce la saremmo giocata con chiunque, così caliamo alla distanza ed è normale poi perdere le partite. Ovviamente andiamo avanti, accettiamo tutto ma…”.
Ma così, aggiungiamo noi, è dura proseguire. E soprattutto garantire regolarità ad un campionato che non ha visto solo la Vibonese falcidiata dal Covid (Leggi qui il precedente servizio al riguardo). Si è parlato spesso della eventualità di uno stop come avvenuto anche in Serie D, per poter far disputare quantomeno qualche recupero di campionato e provare poi una sorta di allineamento con il nuovo anno. Perché la Vibonese (dove tra l’altro militano tre calciatori siracusani, Montagno, Falla e Leone) è solo l’ultima delle squadre che ha subìto una tale situazione. Basti pensare anche al Palermo ad esempio (nel derby col Catania scesero in campo undici giocatori e solo il portiere di riserva in panchina).
Dunque la domanda è: a chi giova un campionato del genere dove non esistono introiti, con zero spettatori e un interesse pari a zero? Forse ai soli tesserati che temerebbero per il proprio posto di lavoro. E allora perché non provare a venire incontro anche alla terza serie nazionale, un po’ come denunciato per i dilettanti da alcuni addetti ai lavori ? (qui l’altro nostro servizio al riguardo)












