Aggiornato al 02/11/2020 - 13:33

Paomar volley: niente B2 donne, solo C maschile

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La Paomar Volley rinuncia al titolo di B2 femminile. Rimarrà solo con la Serie C maschile e le categorie giovanili. Lo ha reso noto il sodalizio della famiglia Carpinteri dopo settimane di riflessione. “Perché mantenere due categorie nazionali, con la crisi di questi tempi, sarebbe stato impossibile – rivela il presidente Paolo Carpinteri -. Quest’anno sembrava iniziare nel migliore dei modi, avevamo tanto entusiasmo, ma oggi siamo abbastanza preoccupati per la situazione in cui tutti ci troviamo. Continuiamo ad allenarci, dall’under 13 in su perché categorie di interesse nazionale. Abbiamo dovuto tenere fermi solo i più piccoli a causa del protocollo emesso dalla Fipav. Abbiamo avuto le consuete difficoltà per ottenere gli spazi perché purtroppo vanno avanti sempre i favoritismi a discapito di chi ne ha reale diritto. Lo scorso anno abbiamo partecipato ad un campionato nazionale di B2 femminile ed uno regionale di D maschile, categorie più alte tra volley e basket in città, ma… meglio fermarmi qua”.

La dolorosa rinuncia…

“Quest’anno abbiamo deciso di punture sul settore maschile dato che abbiamo ottenuto la promozione nella massima serie regionale. E cedere il titolo nazionale di B2 femminile. Considerando che la pallavolo maschile a Siracusa mancava da anni e che la C maschile, in provincia, rappresenta comunque la più alta categoria di pallavolo. Ma rimarremo con tutte le categorie giovanili, sia maschili che femminili: vogliamo far crescere tutte le nostre risorse, perché l’obbiettivo è quello di avere le massime categorie formate solo da nostri atleti”.

… e il campionato slitta ancora

“Purtroppo però la situazione dell’emergenza Covid – ha concluso il presidente Carpinteri – si sta aggravando sempre più. Per questo l’inizio del campionato è già slittato di due settimane e penso che tarderà ulteriormente. Ci auguriamo che le cose migliorino al più presto per non fermarci tutti: lo sport è importante per la crescita di tutti i ragazzi, non possiamo pensare di tenerli a casa fermi”.

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