Aggiornato al 25/10/2021 - 09:38

Giorgio Parisi: Un Nobel italiano

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Convivio, Rubrica a cura di Mario Blancato”][vc_column_text]Il premio Nobel per la fisica 2021 è stato assegnato a tre studiosi che hanno dato formidabili contributi alla complessità e problema ambientale: segno dei tempi! Il premio è condiviso per metà con due illustri scienziati della climatologia: Klaus Ferdinand Hasselmann (tedesco) noto per i suoi studi pionieristici sull’utilizzo dei computer per le simulazioni climatiche e Syukuro Manabe (giapponese naturalizzato statunitense) altro studioso di simulazioni climatiche. La motivazione adottata dal comitato di Stoccolma, nel caso di Parisi, recita: “scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria”.

Prof. Giorgio Parisi

Nato a Roma nel 1948, Parisi si laureò in fisica alla Sapienza nel 1970, unendosi a una scuola la cui tradizione risale a Enrico Fermi. La scuola Romana, così i fisici sogliono indicare il gruppo di lavoro già coordinato dall’illustre fisico (di origini siciliane) Nicola Cabibbo, scomparso nel 2010 all’età di 75 che, è bene ricordarlo, avrebbe meritato (per unanime consenso tra i fisici nucleari) l’ambito premio. La scuola Romana ha dato contributi decisivi alla fisica fondamentale, nucleare e particellare. Parisi è stato allevato in quel gruppo e già sin dagli inizi della carriera si distinse imponendosi a livello Internazionale come eccellenza italiana. La motivazione del Nobel non è comprensibile nel linguaggio comune. Ma, l’accostamento agli altri due studiosi fa intuire la fondamentale importanza per la comprensione del comportamento (collettivo) dei fenomeni complessi, come è il problema della mutua interazione tra consumi energetici ed ecosistema a cui la nostra rivista ha dato ampio spazio. Per cui, mi si lasci usare l’iperbole, sentiamo il Nobel di Parisi anche un poco nostro. Dice il Prof. Marinari in I meriti scientifici del premio Nobel Giorgio Parisi (Pubblicato il 18/10/2021, vedi: www.scienzainrete.it/taxonomy/term/2163) <<Anche se la cosa non appare chiaramente nella breve motivazione del premio Nobel per la Fisica del 2021, il riconoscimento a Parisi ha sì radici estremamente estese, ma ha il suo nucleo in un gruppo di risultati che Giorgio Parisi ha pubblicato, a tambur battente (perché capiva bene le enormi potenzialità della sua scoperta) fra il 1979 e il 1980. In questi lavori viene introdotta quella che poi sarà nota come “la teoria di Parisi”, o la teoria RSB (Replica Symmetry Breaking, o rottura della simmetria delle repliche). Si tratta di un esempio tipico di “ricerca per curiosità”, tanto cara a Parisi, e cioè di una ricerca che all’inizio non muove da alcuna prospettiva applicativa, che nasce perché si ha un bel problema da risolvere e non gli si può resistere, e che poi, a volte, come in questo caso, porta a un impatto anche applicativo enorme >>.

Mi piace chiudere, perché in linea con il pensiero di chi scrive, con l’importante convincimento di Giorgio Parisi secondo il quale la crescita del Prodotto interno lordo (PIL) non misura affatto il progresso umano, perché i fenomeni di inquinamento provocano gravi problemi di compatibilità dell’economia con il sistema naturale. Non pretendiamo qui di ripercorrere la formidabile carriera di Giorgio Parisi, chiudiamo augurandogli ogni bene e (se possibile) sempre più nuove scoperte.[/vc_column_text][vc_text_separator title=”di Angelo Pagano”][/vc_column][/vc_row]

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