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Gli itinerari golosi di Damiano Chiaramonte – #Messina

Benvenuti nel luogo in cui la Sicilia e la Calabria si annusano e si guardano dritto negli occhi. Dove Eolo e Morgana danzano felici fottendosene delle mortali miserie umane. Lo Stretto di Messina mi mette sempre in uno stato di eccitazione inspiegabile. Da sempre, da quando bambino giravo in lungo e in largo il Bel Paese con la roulotte dei miei genitori.

stretto di messina siracusapress

E ancora oggi che mi muovo in macchina per lavoro o con i mei figli per diletto, quando salgo sul traghetto la sensazione è sempre la stessa: uno strano sentimento di euforia misto a insicurezza. Come se la gioia del viaggio facesse a pugni con la consapevolezza che in quel preciso momento stai lasciando la tua terra e non è detto che tu riesca a tornarci.

traghetto siracusapress

Poi però, quando sei lì in mezzo, la forza del paesaggio prende il sopravvento e lo stato d’animo si acquieta sulle frequenze medie del moto ondoso. A proposito…

«Attenti all'onda!»

«State attenti all’onda!» è l’avviso che Ugo,titiolare della trattoria “Al Padrino” riserva ai suoi ospiti, agitando il piatto che sta per servire, a rimarcare la freschezza del pescato del giorno. E non difetta certo in folclore questa popolare e verace taverna che trovate facilmente nella zona portuale di Messina. A coadiuvare il patron, in cucina, una brigata di donne altrettanto veraci: Marinella, Sara e Lucia, sorella di Ugo, impegnate a preparare, con ossequioso rispetto, le pietanze della tradizione dello Stretto.

pasta con la ghiotta siracusapress

Al Padrino è una tappa fissa quando mi trovo nella zona di Messina. Dalla trattoria, con una passeggiata di venti minuti, raggiungo ogni volta una zona poco frequentata dell’area portuale e mi godo l’affaccio sullo Stretto. Quasi sempre i colori del mare, il contrasto tra cielo e terra, con le montagne calabre che quasi si toccano con i Peloritani, creano un’atmosfera suggestiva che non ti fa rimpiangere la deviazione.

Vista sullo Stretto

stretto di messina siracusapress

E vista sui piatti popolari messinesi

La frittura di paranza, il tonnetto con la cipolla in agrodolce e il baccalà in pastella (con birra e timo) sono solo alcuni dei piatti che compongono il ricco antipasto di mare. Tra i primi noi abbiamo gustato un perfetto spaghettone al nero di seppia, mentre il piatto forte rimane l’emblema della tradizione messinese, ovvero gli spaghetti alla ghiotta. Il pesce domina anche la platea dei secondi con i calamari o i totani ripieni, gli involtini di pesce spada e l’insostituibile stoccafisso alla ghiotta con ventresca imbottita, mentre il bollito ammuddicato risulta essere una buona alternativa di carne. Si chiude con la macedonia di frutta fresca e il cannolo di ricotta farcito al momento. Dignitoso e conveniente lo sfuso della casa.

Bene, ammirato lo Stretto dalla zona portuale e fatto il pieno di carburante per il corpo, se mi rimane tempo, solitamente faccio un salto in piazza Duomo per ammirare la cattedrale bizantina (ma anche normanna e perchè no anche un po’ barocca), dedicata a Santa Maria Assunta, con il suo famoso campanile che a mezzogiorno si anima grazie all’orogologio astronomico. E poi la splendida fontana di Orione

piazza duomo messina sircusapress

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