Aggiornato al 25/03/2025 - 18:56
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Acqua e luce

Siracusa, città d’acqua ma senz’acqua: il paradosso idrico che paralizza la città

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Carlo Gradenigo denuncia la fragilità del sistema idrico: “Siamo dipendenti dall’energia elettrica, senza luce niente acqua”

Un paradosso che si ripete: Siracusa, la città che deve il suo nome all’abbondanza d’acqua, si ritrova senz’acqua ad ogni blackout. Un’ennesima interruzione del servizio idrico, questa volta causata da un semplice temporale, riporta al centro del dibattito la fragilità del sistema idrico cittadino, basato esclusivamente sull’estrazione di acqua da pozzi e trivelle che necessitano di ingenti quantità di energia elettrica per funzionare.

A denunciare questa situazione è Carlo Gradenigo, ex assessore del Comune di Siracusa e presidente del movimento Lealtà e Condivisione, che evidenzia come la gestione idrica cittadina continui a essere miope e priva di visione strategica.

“Siracusa, dal siculo Syrako, ovvero ‘ricca di acqua’, rappresenta un’eccezione nell’immaginario della Sicilia arida e siccitosa. Una città che fonda le sue radici nel mito di Aretusa eppure capace di rimanere a secco anche quando piove. Il problema è strutturale: il 100% dell’acqua ‘potabile’ a Siracusa viene prelevata da pozzi e trivelle, che senza elettricità non possono estrarre né distribuire l’acqua nelle abitazioni. È un’assurdità che si ripete ogni volta che manca la luce. Le soluzioni esistono e sono state ribadite più volte negli anni, ma vengono costantemente ignorate da una classe dirigente che continua a navigare a vista”, afferma Gradenigo.

Una riflessione amara che evidenzia la necessità di una riforma profonda del sistema idrico integrato per garantire ai siracusani un approvvigionamento sicuro e indipendente dalle criticità elettriche, a 2750 anni dalla fondazione della città.

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