Il GIP di Messina ha respinto l’istanza della difesa del 27enne di Noto accusato dell’omicidio della studentessa 22enne. La decisione non esclude future richieste durante il processo
Messina, 2 giugno 2025 – Il Giudice per le Indagini Preliminari di Messina, Eugenio Fiorentino, ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica presentata dalla difesa di Stefano Argentino, il 27enne di Noto in carcere con l’accusa di femminicidio per l’uccisione di Sara Campanella, la studentessa universitaria 22enne di Misilmeri trovata morta il 31 marzo scorso a Messina.
L’istanza di incidente probatorio era stata presentata nei giorni scorsi dall’avvocato Giuseppe Cultrera, legale di Argentino, che aveva chiesto di procedere con una valutazione psichiatrica del proprio assistito. La richiesta si basava sui risultati di indagini difensive condotte sulla situazione familiare del giovane.
Secondo quanto sostenuto dal difensore, il 27enne sarebbe cresciuto in un “contesto tormentato”, caratterizzato dalla presenza di problematiche psichiatriche all’interno del nucleo familiare. In particolare, l’avvocato Cultrera aveva evidenziato come il padre di Stefano Argentino soffra dal 2016 di una patologia psichiatrica, allegando documentazione a supporto di questa circostanza.
Il Giudice Fiorentino ha tuttavia rigettato la richiesta di incidente probatorio, basando la propria decisione su diverse motivazioni tecniche. Tra i punti salienti della decisione:
- Mancanza di documentazione medica specifica relativa all’indagato Stefano Argentino
- Assenza di certificazioni psichiatriche riguardanti direttamente l’accusato
- Insufficienza della documentazione relativa alla patologia del padre per giustificare un incidente probatorio
La decisione del GIP sottolinea come le sole circostanze familiari, seppur documentate, non siano sufficienti a giustificare una perizia psichiatrica in sede di incidente probatorio senza evidenze dirette che riguardino l’imputato.
Di fronte al rigetto dell’istanza, l’avvocato Giuseppe Cultrera sta valutando la possibilità di presentare ricorso in Cassazione contro la decisione del GIP messinese. Il legale potrebbe contestare l’interpretazione data dal Giudice riguardo alla rilevanza delle circostanze familiari per la valutazione psichiatrica dell’imputato.
È importante sottolineare che la decisione del GIP non preclude definitivamente la possibilità di una perizia psichiatrica. La difesa di Stefano Argentino potrà infatti ripresentare la richiesta di valutazione psichiatrica nel corso del processo principale, quando saranno eventualmente disponibili ulteriori elementi probatori o documentazione medica più specifica.
Il femminicidio di Sara Campanella ha scosso profondamente la comunità siciliana. La studentessa 22enne di Misilmeri, che frequentava l’università a Messina, è stata trovata morta il 31 marzo 2025. Le indagini hanno portato rapidamente all’arresto di Stefano Argentino, 27enne originario di Noto, ora detenuto con l’accusa di omicidio volontario aggravato.
Il caso ha riacceso il dibattito sulla violenza di genere e sui femminicidi in Sicilia, con particolare attenzione agli aspetti psicologici e sociali che possono contribuire a questi drammatici episodi.
La richiesta di perizia psichiatrica rappresenta spesso una strategia difensiva volta a:
- Valutare la capacità di intendere e volere dell’imputato al momento del fatto
- Accertare eventuali disturbi mentali che potrebbero influire sulla responsabilità penale
- Determinare l’eventuale presenza di vizi di mente che potrebbero portare a una riduzione della pena
La decisione del GIP di Messina evidenzia come il sistema giudiziario richieda documentazione medica specifica e circostanziata per procedere con questo tipo di accertamenti, non ritenendo sufficienti le sole circostanze familiari.
Il processo a carico di Stefano Argentino proseguirà secondo i normali tempi processuali. La difesa, oltre al possibile ricorso in Cassazione sulla questione della perizia psichiatrica, continuerà a preparare la strategia difensiva per il dibattimento.
La famiglia di Sara Campanella, assistita dai propri legali, si costituirà parte civile nel processo per ottenere giustizia per la giovane studentessa e risarcimento per il danno subito.






