L’analisi del quesito negli interventi dell’avvocato Sofia Amoddio, del giudice Ilenia Di Giovanni e del pm Silvia D’Armiento
Uno sguardo sul quesito del Referendum sulla Giustizia, in proiezione del voto del 22 e 23 marzo. Il gruppo politico IDEA Solarino ha organizzato un convegno dedicato al prossimo appuntamento popolare, offrendo uno spazio di confronto autorevole e partecipato, grazie al contributo dei relatori presenti.
Dopo i saluti e l’intervento del sindaco Tiziano Spada, si è entrati nel merito della discussione con i rappresentanti delle tre figure centrali del processo: l’avvocato penalista Sofia Amoddio, il giudice dibattimentale Ilenia De Giovanni (in servizio al Tribunale di Siracusa) e il Pubblico Ministero Silvia D’Armiento. Nei loro interventi, gli ospiti hanno illustrato la riforma secondo le rispettive prospettive professionali, mettendone in luce le principali modifiche e le possibili ricadute sull’equilibrio del sistema giudiziario. L’incontro ha rappresentato un momento di l approfondimento e partecipazione civica, coinvolgendo la comunità in un dibattito consapevole su scelte che incidono direttamente sui diritti dei cittadini e sul futuro della democrazia.
“Una riforma della giustizia è necessaria per affrontare e superare le criticità che da anni interessano questo settore fondamentale dello Stato – sottolinea Tiziano Spada, sindaco di Solarino -. Quella proposta da questo Governo, però, non interviene sui tempi dei processi, sull’organizzazione, sulle risorse o sull’efficienza del sistema. Al contrario, appare orientata a far prevalere un’azione punitiva e di contrapposizione nei confronti di uno dei tre poteri dello Stato, alterando un equilibrio che la Costituzione tutela proprio per garantire libertà e diritti a tutti. Il confronto proposto da IDEA dimostra quanto sia importante continuare a discutere, informare e coinvolgere i cittadini su scelte che incidono profondamente sulla nostra democrazia. La riforma della giustizia serve, ma serve deve essere giusta, equilibrata e nell’interesse del Paese, non una bandiera ideologica”.










