Il CNDDU ricorda il giovane ucciso a Lentini nel 1991 e rilancia il progetto educativo “Custodi della Memoria Viva”
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione sulla vicenda di Cirino Catalano, giovane di 24 anni ucciso nel 1991 a Lentini, in provincia di Siracusa, vittima innocente di un agguato mafioso.
La sua storia viene indicata come testimonianza di una vita spezzata da un errore fatale, maturato in un contesto segnato dalla violenza della criminalità organizzata. Un gesto quotidiano, come fermarsi a prendere un caffè, si trasformò in un evento tragico e irreversibile.
Secondo quanto ricostruito, nel pomeriggio del 10 aprile 1991, Cirino Catalano si recò al “Golden Bar” di Piazza Mazzini, poco prima della riapertura della propria attività commerciale, ereditata dal padre e sviluppata con impegno e determinazione.
All’interno del locale erano presenti anche Salvatore Motta e Salvatore Sambasile, quest’ultimo coinvolto in dinamiche criminali. Un commando armato fece irruzione aprendo il fuoco: Sambasile e Motta furono uccisi sul colpo.
Catalano, del tutto estraneo a qualsiasi contesto criminale, tentò di fuggire, ma venne raggiunto da un colpo al petto che ne causò la morte.
Solo nel 2001 lo Stato ha riconosciuto ufficialmente Cirino Catalano come vittima innocente della mafia.
La ricostruzione delle responsabilità è emersa negli anni successivi, anche grazie agli sviluppi investigativi dell’operazione “Thor” del 2020 e alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Squillaci.
Dalle risultanze giudiziarie, l’omicidio di Salvatore Sambasile sarebbe stato ordinato dal boss Sebastiano Nardo come punizione per attività illecite non autorizzate. L’esecuzione sarebbe stata affidata allo stesso Squillaci, detto “Martiddina”, insieme ad altri affiliati.
La figura di Cirino Catalano viene oggi proposta come simbolo di innocenza colpita e dignità violata, esempio che richiama l’importanza di una memoria consapevole.
In questa prospettiva, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani promuove il progetto didattico “Custodi della Memoria Viva”, un percorso formativo rivolto agli studenti.
L’iniziativa punta a superare la dimensione commemorativa tradizionale, coinvolgendo attivamente i giovani nella ricostruzione delle biografie delle vittime innocenti, con l’obiettivo di restituire loro identità e dignità.
L’approccio proposto mira a trasformare la memoria in esperienza educativa concreta, favorendo la comprensione dei valori della legalità, della giustizia e del rispetto dei diritti umani.
Il ricordo di Cirino Catalano, secondo quanto evidenziato, rappresenta non solo un dovere morale, ma anche un impegno civile per contribuire alla formazione di coscienze consapevoli e responsabili.










