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Pachino, Soul of the Blues: Musumeci porta a teatro un viaggio nel cuore del blues e del soul

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Nel penultimo appuntamento della rassegna di prosa di Teatro Giovane, domani sera alle 20,30 al cineteatro Politeama Marco Musumeci presenterà il suo progetto

C’è un filo che lega il dolore dei campi di cotone alle playlist di oggi, e Soul of the Blues prova a renderlo visibile. Domani alle 20,30 lo spettacolo musicale andrà in scena al cineteatro Politeama Moderno, nell’ambito del penultimo appuntamento della rassegna di prosa di Teatro Giovane Pachino, diretta da Sebastiano Cimino.

Sul palco saliranno i musicisti della Rebel Roots Blues Band, un ensemble nato dalla convergenza di musicisti uniti da una passione comune per il blues, il soul e il funk, generi che Marco Musumeci, chitarrista e ideatore del progetto, non ha mai vissuto come semplice repertorio.

«Soul of the Blues nasce da un’esigenza molto personale, prima ancora che artistica – racconta Musumeci , ideatore e regista dello spettacolo -. Ho sempre vissuto il blues, il soul, il funk non solo come generi musicali, ma come linguaggi emotivi universali. A un certo punto ho sentito il bisogno di andare oltre il semplice concerto e costruire un vero e proprio viaggio: partire dalle radici, dal dolore, dalla resistenza, e arrivare fino ai giorni d’oggi».

L’ispirazione viene da una tradizione che non ha mai smesso di parlare: Etta James, Aretha Franklin, James Brown, fino ad Amy Winehouse e Adele. «Non è solo un’ispirazione musicale – spiega Musumeci – è anche narrativa e teatrale. Mi interessava raccontare come questa musica sia cambiata nel tempo senza perdere la sua verità».

Lo spettacolo si articola in tre atti. Il primo, La Radice, esplora le origini del blues attraverso musica e narrazione, restituendo il senso di una forma espressiva nata dalla resistenza. Il secondo, La Voce che Resiste, è un omaggio alle grandi interpreti del passato e del presente, dove emozione e ironia convivono senza contraddirsi. Il terzo, L’Eredità, porta il pubblico nel soul contemporaneo e si chiude con un medley finale che coinvolge l’intera band.

A dare voce alla narrazione è Vitaliano Dilorenzo, che guiderà il pubblico attraverso le trasformazioni storiche e culturali di questa musica intrecciando parola e suono. Sul palco lo affiancano Ilaria Calanna alla voce, Luca Scala alla chitarra, Beppe Ripullo alla batteria, Fred Casadei al basso e Marco Garro alle tastiere. La fluidità scenica è curata da Michela Brondoni.

«L’obiettivo è far vivere al pubblico un’esperienza emotiva forte – ha concluso il musicista – qualcosa che vada oltre l’ascolto. Allo stesso tempo c’è il desiderio di far capire da dove nasce questa musica e perché ancora oggi ci rappresenta così profondamente».

Appuntamento a domani sera alle 20,30 al cineteatro Politeama.

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