La Capitaneria ha sollecitato l’attivazione dei servizi di salvataggio, la messa in sicurezza dei tratti a rischio e la pulizia degli arenili nei 123 chilometri di costa siracusana.
La stagione balneare 2026 è partita il primo maggio, ma lungo i 123 chilometri di costa del Compartimento Marittimo di Siracusa — dal Faro Penisola Magnisi di Melilli e Priolo fino alla foce del Pantano Longarini di Pachino — restano aperti diversi nodi che i comuni e gli enti gestori delle aree protette devono ancora sciogliere. La Capitaneria di Porto di Siracusa, guidata dal comandante Antonio Cacciatore, ha inviato una circolare inviata a tutte le amministrazioni competenti per sollecitare l’attivazione dei servizi necessari a garantire la sicurezza di bagnanti e diportisti.
Il documento, che fa seguito a un tavolo tecnico tenuto il 23 aprile scorso e a una precedente comunicazione di inizio aprile, richiama gli obblighi in materia di sicurezza balneare previsti dall’ordinanza del 2025, ancora in vigore, e segnala le criticità emerse durante l’attività di vigilanza della passata stagione.
Sul fronte dei salvataggi in mare, la Capitaneria ricorda che nelle spiagge libere è obbligo dei comuni attivare il servizio di soccorso e istituire la zona di mare riservata alla balneazione, delimitata da gavitelli fino a 200 metri dalla riva. Dove il servizio non può essere garantito, devono essere apposti cartelli ben visibili, anche in lingua inglese e francese, che avvertano i bagnanti dell’assenza di assistenza. La Regione Siciliana ha messo a disposizione fondi per sostenere i comuni nell’attivazione di questi servizi, con due scadenze imminenti: il 15 maggio per le istanze legate alla vigilanza e al salvataggio, e il 17 maggio per quelle relative alla valorizzazione e sicurezza delle spiagge libere.
Sulla stessa scadenza del 17 maggio, i comuni possono presentare domanda per ottenere contributi per la rimozione dei rifiuti abbandonati sulle aree demaniali marittime non coperte da concessioni private.
La Capitaneria richiama l’attenzione anche sui tratti di costa soggetti a erosione e rischio franoso, fenomeno aggravato dagli effetti del ciclone Harry che ha colpito la costa ionica tra il 19 e il 22 gennaio scorso. Le amministrazioni sono sollecitate ad avviare ricognizioni urgenti, a posizionare segnaletica di pericolo e a interdire l’accesso alle zone a rischio, rinviando a un lungo elenco di ordinanze già emesse negli anni per i comuni di Siracusa, Avola, Noto, Pachino e Portopalo.
Tra le altre criticità segnalate, la circolare cita la mancanza o l’inadeguatezza degli accessi al mare in alcuni tratti non in concessione, l’assenza di spazi parcheggio nelle aree antistanti il demanio, la necessità di garantire percorsi fruibili anche alle persone con disabilità e il rispetto della fascia libera di cinque metri dalla battigia, destinata al transito dei bagnanti e dei mezzi di soccorso.
Per l’oasi di Vendicari, l’ente gestore — il Corpo Forestale della Regione Siciliana — è tenuto a delimitare con gavitelli rossi la zona di rispetto di 300 metri dalla riva, vietata alla navigazione a motore e alla pesca. Analoga misura è richiesta all’Area Marina Protetta del Plemmirio per i tratti di spiaggia libera di sua competenza.











