Scintille tra i due candidati sindaco sul caso Grotte San Giorgio, tra accuse sulle colpe del passato e il recente decreto regionale del 23 aprile
La campagna elettorale a Lentini in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio si infiamma attorno a uno dei temi più sensibili per il territorio: il futuro della discarica di Grotte San Giorgio. A confrontarsi a muso duro, a colpi di note stampa e video-dichiarazioni, sono i candidati a sindaco Giuseppe Fisicaro ed Enzo Pupillo, protagonisti di un botta e risposta che affonda le radici tra le colpe del passato e i recenti decreti regionali.
A innescare la miccia è stato Giuseppe Fisicaro, che in un intervento video ha respinto fermamente le accuse mosse alla sua fazione, puntando il dito contro le passate amministrazioni.
“Oggi siamo noi indignati, sentendo i commenti di determinati soggetti che 16 anni fa hanno agito all’interno di una giunta comunale bypassando quello che è l’organo consultivo della città, e hanno deliberato l’ampliamento della discarica – ha dichiarato Fisicaro –. Difendiamo Lentini dalle accuse ignobili e ingiuste, soprattutto di coloro i quali sono stati i veri artefici dell’attuale situazione in cui oggi si trova la discarica”.
Fisicaro ha poi voluto rassicurare l’elettorato, smentendo le voci di nuove imminenti colate di rifiuti: “Basta bugie, sgombriamo il campo da qualsiasi forma di equivoco. Non ci troviamo di fronte ad alcun atto che autorizzi l’ampliamento delle discariche di Grotta San Giorgio. Questa amministrazione sarà sempre contraria a qualsiasi atto che possa avere ad oggetto ampliamenti o l’autorizzazione di nuove discariche”.
Non si è fatta attendere la contromossa del candidato sindaco Enzo Pupillo, che ha accusato il rivale di fare “ricostruzioni fantasiose”, riportando l’orologio al presente e chiamando in causa direttamente la Regione Siciliana.
“Al candidato Fisicaro ricordo che siamo nel 2026, e non nel 2009 – attacca Pupillo –. La riapertura della discarica di Grotte San Giorgio è stata decisa qualche giorno fa dai suoi referenti politici alla Regione, come precisato dal DDG n. 679 del 23 aprile 2026 del Dipartimento Territorio e Ambiente. Grazie a loro saranno abbancati in quella discarica, chiusa dal 2015, altre 120.000 tonnellate di rifiuti. E non vi è alcuna certezza che, andando avanti, non ne verranno abbancati ulteriori. Se Fisicaro deve prendersela con qualcuno, si rivolga ai suoi amici che hanno riaperto l’impianto”.
Pupillo chiude il suo intervento smontando le accuse di Fisicaro relative alle responsabilità di 16 anni fa, spostando il fulcro della questione sulle competenze istituzionali.
“Quanto agli anni passati, faccio presente che tutti gli ampliamenti della discarica ai quali lui fa riferimento furono approvati dal governo regionale di Raffaele Lombardo, che è ancora oggi il capo del partito nel quale Fisicaro milita, con i pareri contrari delle Amministrazioni Comunali di allora – conclude Pupillo –. In Sicilia, infatti, le autorizzazioni ad aprire e ad ampliare le discariche le danno i governi regionali e non le amministrazioni comunali. Così stabilisce la legge. Se prima non lo sapeva, adesso lo sa”.










