Il Comune ha disposto la chiusura dopo che un sopralluogo della Questura di Siracusa e dell’Asp aveva accertato l’attività di una struttura ricettiva per anziani priva di qualsiasi titolo autorizzativo
Una casa di riposo che riusciva ad ospitare sino a 13 anziani, ma senza le autorizzazioni necessarie. E’ stata disposta dal Comune la chiusura della struttura netina, con la cessazione immediata dell’attività, a seguito di una ordinanza comunale. Stando a quanto emerso dai sopralluoghi effettuati dalla polizia e dall’Azienda sanitaria, la struttura in questione ospitava tredici persone anziane, nove donne e quattro uomini, in locali allestiti con cinque camere e sedici posti letto complessivi.
Lo scorso 4 giugno gli agenti della Questura di Siracusa e il distretto di Noto dell’Asp di Siracusa hanno disposto un controllo della struttura e della relativa attività, ma non è stato esibito dai responsabili alcuna documentazione. Le verifiche successive hanno confermato che il Comune di Noto non ha mai rilasciato alcuna Scia, autorizzazione al funzionamento, comunicazione o altro titolo abilitativo in favore della struttura.
Sul piano igienico-sanitario, l’Asp ha rilevato la presenza di detersivi e materiali per la pulizia negli spazi comuni e nei servizi igienici del personale, farmaci conservati nel soggiorno e sala da pranzo anziché in un locale dedicato, e il locale wc della dispensa utilizzato come deposito di acqua confezionata. L’assenza di un locale pluriuso regolare e la gestione impropria degli spazi accessori sono stati giudicati incompatibili con i requisiti previsti dalla normativa per le strutture residenziali destinate a persone anziane.
Il gestore, sentito in sede di verbale dalla Questura, ha dichiarato che gli ospiti sarebbero presenti in virtù di contratti di cohousing e non di un’attività di comunità alloggio. Il Comune ha ritenuto tale dichiarazione non sufficiente a superare quanto accertato dagli organi di vigilanza, considerata la concreta organizzazione dei locali, la presenza continuativa di anziani e la totale assenza di documentazione amministrativa e sanitaria.
Al responsabile è stata contestata l’attività svolta senza autorizzazione e l’omessa comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza delle generalità delle tredici persone alloggiate nella struttura. L’ordinanza impone la chiusura dei locali, il divieto assoluto di accogliere nuovi ospiti.





