Il sindaco Pippo Gianni dopo il vertice a Roma con il GSE: “Accolte le nostre richieste, scadenza spostata al 31 dicembre 2027”
Il Comune di Priolo non perderà il maxi-contributo di oltre 36 milioni di euro, assegnato nell’ambito del PNRR per la realizzazione del nuovo impianto di biometano. È questo l’esito della missione romana del sindaco Pippo Gianni, che ha ottenuto una proroga fondamentale per il completamento di tutte le procedure autorizzative.
Il primo cittadino ha condotto nelle scorse settimane un’intensa e serrata interlocuzione istituzionale con i vertici nazionali ed europei per scongiurare il rischio di perdere i fondi a causa dei ritardi burocratici.
L’incontro chiave si è svolto ieri a Roma con Vinicio Vigilante, Amministratore Delegato del GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Il sindaco Gianni ha illustrato nel dettaglio l’iter, spiegando le motivazioni dello slittamento dei tempi:
«Alcune autorizzazioni sono arrivate in ritardo a causa della farraginosità delle procedure, rendendo di fatto impossibile rispettare i termini originariamente previsti. Durante l’incontro ho consegnato copia di tutte le comunicazioni inviate al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, ai Ministri competenti – con particolare riferimento al Ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti – e al Presidente della Regione Siciliana. L’Amministratore Delegato del GSE ha accolto le nostre richieste, annunciando la proroga della scadenza al 31 dicembre 2027».
La proroga firmata a Roma consentirà agli uffici tecnici del Comune di Priolo di proseguire l’iter amministrativo senza l’ansia di perdere i fondi europei. L’impianto, che sorgerà in contrada Ogliastro, si era classificato al sesto posto della graduatoria definitiva del Ministero dell’Ambiente, ottenendo il relativo decreto di finanziamento.
L’infrastruttura è considerata di rilevanza strategica per tutta la provincia: sarà destinata alla produzione di energia pulita e rinnovabile, alla valorizzazione della frazione organica dei rifiuti e allo sviluppo concreto di un modello di economia circolare, in perfetta linea con i target della transizione ecologica nazionale.










