L’ex sindaco Mangiameli all’attacco: «Il partito è diventato un taxi?». Pupillo alla segreteria provinciale: «Non c’è stato un confronto a livello locale, la questione si poteva gestire meglio». E sullo sfondo le candidature alle Regionali
Il ritorno a “casa” di Saverio Bosco ha scosso il partito al suo interno. La decisione di riabbracciare il Pd da parte dell’ex sindaco di Lentini, non è stata accolta con favore da un altro ex primo cittadino lentinese, Alfio Mangiameli. Le sue riflessioni, con buona probabilità, hanno smorzato gli entusiasmi del segretario provinciale del Partito democratico, Piergiorgio Gerratana, che nell’annunciare la scelta di Bosco aveva fatto riferimento non solo alla “nuova generazione” chiamata a “guidare il rinnovamento del partito” ma anche all'”unità che ha portato alle vittorie elettorali nella stessa Lentini, a Carlentini, a Floridia e Solarino”.
Gerratana aveva indicato proprio queste quattro realtà come “esempi da seguire in tutti i territori per evitare il ripetersi di errori come quello vissuto a Pachino dove le divisioni hanno determinato una sconfitta”.
Adesso, però, su Lentini qualche nube si è addensata. E lo si intuisce dal tenore del messaggio di “benvenuto” fatto recapitare da Mangiameli che vede questo ritorno strettamente collegato alle prossime elezioni regionali.
Un modo per sparigliare le carte in tavola e, magari, provare a rimettere in discussione le scelte sui nomi dei candidati che al momento sarebbero Tiziano Spada, sindaco di Solarino, e deputato regionale uscente, e Giuseppe Stefio, attuale primo cittadino di Carlentini.
“Apprendo del ritorno nel Partito democratico di chi per anni ha denigrato il Pd stesso – ha scritto Mangiameli – , con l’ambizione – sostenuta da qualcuno – di candidarsi alle prossime Regionali del 2027”. Che ha poi ricordato il percorso politico intrapreso da Bosco negli ultimi anni: “Nel 2011, nel tentativo di far perdere il candidato sindaco uscente del Pd, che ero io, lascia il Partito democratico, aderisce a Sel e candida un suo amico. Nel 2016 costituisce il movimento Ora, conducendo un’intera campagna elettorale denigrando tutti i partiti, Pd compreso. Viene eletto sindaco. Per cinque anni punta il dito contro tutti i partiti e aderisce a Italia Viva di Renzi. Nel 2021 perde le elezioni contro il Patto Civico, coalizione di cui il Pd era parte integrante. Da quel momento scompare completamente dalla scena politica. Oggi, ottobre 2026, a poco più di un anno dalle Regionali, ricompare. Aderendo di nuovo al Pd”.
Poi Mangiameli si rivolge ai dirigenti del partito: “Il Pd è una comunità politica che valuta la coerenza di un percorso, o è diventato un taxi su cui si sale e si scende a seconda della convenienza personale e delle poltrone disponibili?” E conclude il suo intervento con altri due interrogativi: “Che rispetto c’è per i militanti, per gli elettori e per chi in questi anni ha tenuto in piedi il partito anche nei momenti più difficili e quando si perdeva? Per quanto mi riguarda, le porte girevoli e il trasformismo in politica hanno sempre prodotto solo delusione e allontanato la gente. I cittadini meritano rispetto e coerenza”.
Di decisione calata dall’alto parla il sindaco di Lentini, Enzo Pupillo, che si limita ad una riflessione politica sulla vicenda Bosco. Non entra nel merito, ma ne contesta il metodo. “Se un nuovo ingresso nel partito porta un accrescimento e un rafforzamento nel territorio non può che essere valutato positivamente – dice Pupillo -. Ma in questo caso la segreteria provinciale avrebbe dovuto seguire gli opportuni passaggi politici. Avrebbe dovuto confrontarsi con il circolo e con i dirigenti del Pd di Lentini, è evidente che su questa vicenda pesa una cattiva gestione da parte della segreteria…”
E sulla eventuale candidatura di Bosco, il sindaco taglia netto: “Non mi addentro in questa discussione, dico solo che tutto ciò si poteva gestire meglio…”





