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Siracusa piange padre Carlo D’Antoni, il parroco degli ultimi

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Il sacerdote, 71 anni, stroncato da un infarto dopo il ricovero in gravissime condizioni all’ospedale Umberto I. Da oltre trent’anni guida della Parrocchia Maria Madre della Chiesa, ha accolto oltre 25mila migranti e rifugiati

SIRACUSA – Si è spento all’età di 71 anni padre Carlo D’Antoni, noto a Siracusa come il “parroco dell’accoglienza”. Sempre vicino agli ultimi e agli emarginati, padre Carlo è stato stroncato da un infarto, dopo essere stato ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Umberto I. Da oltre trent’anni, la sua attività pastorale si intreccia indissolubilmente con la difesa dei diritti umani e il supporto agli ultimi nel rione popolare di Bosco Minniti.

Ordinato sacerdote nel 1979, padre Carlo è diventato il punto di riferimento della Parrocchia Maria Madre della Chiesa a Siracusa. Sotto la sua guida, i locali parrocchiali sono stati trasformati in un centro di solidarietà permanente. La comunità promuove costantemente iniziative di cittadinanza attiva e prossimità per abbattere i muri di diffidenza nelle periferie urbane.

Sotto la sua guida la parrocchia ha aperto le proprie porte offrendo rifugio, assistenza e dignità a oltre 25mila migranti e rifugiati nel corso degli anni. Ha garantito accoglienza non solo a chi sbarcava sulle coste siciliane, ma anche ai lavoratori stagionali sfruttati, come i braccianti in fuga dalle tensioni di Rosarno.

Ha partecipato attivamente a incontri pubblici e dibattiti nelle scuole e nelle università per promuovere i temi dell’inclusione sociale e contrastare il razzismo.

Investito da un’inchiesta su presunti documenti falsi per far ottenere la cittadinanza agli stranieri, ne è uscito alcuni anni dopo scagionato con un verdetto di assoluzione con formula piena.

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