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Siracusa, il sindaco ricorda padre D’Antoni: “Esempio di accoglienza e fratellanza”

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Il cordoglio del sindaco Francesco Italia per la morte del sacerdote che aprì la chiesa di Bosco Minniti a chi arrivava in città povero e in cerca di futuro: “Si fece carico dei migranti stagionali di Cassibile prima ancora delle istituzioni”

Siracusa piange la scomparsa di padre Carlo D’Antoni, parroco della chiesa di Bosco Minniti morto ieri all’età di 71 anni. Il sindaco Francesco Italia ha espresso il cordoglio personale e della città.

“Due parole descrivono, meglio di ogni altra, il percorso di fede di padre Carlo D’Antoni: accoglienza e fratellanza”, ha dichiarato il sindaco. Molti lo conoscevano come il parroco degli immigrati, definizione a cui qualcuno attribuiva un significato negativo. Italia ricorda invece che nella scelta di aprire la parrocchia a chi arrivava in città povero e in cerca di futuro “c’era tutta la forza umanitaria del messaggio cristiano”.

Il sindaco riporta anche un ricordo personale legato ai migranti stagionali di Cassibile. “Fu lui, appena eletto sindaco, a chiedermi di occuparmi dei migranti stagionali di Cassibile che vivevano in condizioni penose”, ha spiegato. “Da qualche anno i lavoratori stagionali sono accolti in un centro attrezzato, ma quella richiesta – ha osservato – fu lo stimolo per mettere in campo e realizzare il progetto”.

Secondo Italia, padre Carlo si è fatto carico della sofferenza degli immigrati prima ancora che lo facessero le istituzioni. “La sua chiesa – ha aggiunto il sindaco -, è stata accogliente verso tutti e non ha mai ignorato i bisogni delle famiglie del quartiere. “La sua missione era di aiutare chiunque vivesse nel disagio e lo faceva spinto solo dal senso di solidarietà”, ha concluso.

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