L’ex parlamentare regionale invita le istituzioni locali, le associazioni ei cittadini ad allearsi contro la riapertura dell’iter per l’impianto di rifiuti nel territorio netino
Durante la riunione dell’8 ottobre a Noto, cittadini, tecnici e opposizione hanno denunciato i gravi rischi della discarica a Cavagrande su falde acquifere e patrimonio archeologico. Il deputato regionale Giuseppe Carta (presidente della Commissione Ambiente all’Ars si è detto contrario e pronto a varare gli atti conseguenziali. Tuttavia, sindaco e presidente del consiglio hanno bocciato la proposta di convocare un Consiglio comunale straordinario per esprimere un parere contrario unanime, limitandosi a raccogliere le osservazioni da inviare in Regione.
Una ferma opposizione che affonda le radici nel tempo e torna oggi di stringente attualità. “Sono stato da sempre contrario alla realizzazione di questa discarica per lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi in contrada Stallaini” afferma l’ex deputato regionale Bruno Marziano, che riaccende i riflettori sulla ventilata realizzazione di una discarica in contrada Stallaini a Noto, destinata allo smaltimento di rifiuti non pericolosi, ribadendo una contrarietà netta già formalizzata.
Alla base della battaglia politico-ambientale vi sono le critiche legate al devastante impatto sull’ecosistema locale, a partire dai rischi per la falda acquifera , in un’area che negli anni ha peraltro visto fiorire numerose attività legate al turismo ecologico e all’agriturismo. Dopo un lungo periodo di stasi dovuto a vicende giudiziarie della società promotrice, il progetto è tornato d’attualità a seguito del cambiamento di assetto societario, di una pronuncia del TAR di Catania e del decreto autorizzativo del CTS.
Di fronte a questo scenario, Marziano esprime pieno apprezzamento per la linea intrapresa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Corrado Figura, intenzionata a proseguire le azioni legali e ricorsi avverso il decreto. Al contempo, viene accolta favorevolmente l’iniziativa dell’onorevole Giuseppe Carta, presidente della “Commissione Territorio e Ambiente” dell’ARS, tesa ad avviare un’inchiesta parlamentare sulla vicenda.
Tuttavia, secondo l’ex parlamentare, l’azione istituzionale da sola non basta: per fermare definitivamente l’opera occorre una forte spinta dal basso. Si rende necessaria una mobilitazione corale che veda il coinvolgimento dei Comuni limitrofi come Canicattini Bagni , Avola e Siracusa , uniti alle associazioni ambientaliste e ai cittadini. La proposta concreta avanzata da Marziano è l’indicazione di un Consiglio comunale aperto a Noto , strumento indispensabile per informare la collettività, promuovere la trasparenza degli atti e tutelare un modello di sviluppo sostenibile che la presenza della discarica finirebbe per compromettere irreparabilmente.






