Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia ha chiesto interventi rapidi per limitare i disagi di anziani e persone con disabilità costretti a raggiungere Siracusa o Avola per usufruire dei servizi: “I lavori non sono stati ancora avviati, occorre al più presto trovare una soluzione”
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Paolo Romano ha chiesto interventi urgenti per limitare i disagi dei residenti di Cassibile dopo la chiusura dell’ufficio postale avvenuta il 28 settembre scorso per consentire la realizzazioni di lavori all’interno dell’immobile. La richiesta è stata inviata al direttore della filiale provinciale di Poste Italiane e al sindaco Francesco Italia.
Nel documento il consigliere Romano segnala “i disagi della comunità di Cassibile, i cui abitanti sono costretti a raggiungere gli uffici di Avola o di Siracusa per usufruire dei servizi essenziali, con spostamenti di diversi chilometri e conseguenti costi in termini di tempo e denaro. La situazione pesa in particolare su anziani, persone con disabilità e su chi, per motivi di salute, di mobilità o per mancanza di mezzi, fatica di più a raggiungere altre località”.
Il consigliere osserva inoltre che, a oggi, “non risulta avviato alcun lavoro nella sede interessata e che non sono state fornite indicazioni certe sui tempi di ripristino del servizio”. “Si ritiene inaccettabile – scrive Romano – che i cittadini di Cassibile debbano continuare a sostenere tali disagi senza una soluzione temporanea concreta e senza conoscere i tempi previsti per la riapertura”.
A Poste Italiane il consigliere chiede di “chiarire le ragioni della chiusura, lo stato degli eventuali interventi programmati e la data prevista per la riapertura”. Chiede inoltre “di attivare, fino al ripristino della sede ordinaria, un ufficio postale mobile o un’altra soluzione provvisoria in grado di garantire i principali servizi, e di comunicare pubblicamente un cronoprogramma degli interventi con una data indicativa per il ritorno alla normalità”.
Al sindaco chiede di intervenire con l’azienda affinché “si individui rapidamente una soluzione a tutela dei residenti, con particolare attenzione alle fasce più fragili. Romano riconosce le possibili esigenze tecniche e organizzative alla base della chiusura, ma ritiene che l’attivazione di un ufficio mobile rappresenterebbe una misura di buon senso e di responsabilità istituzionale, per evitare che un’intera comunità resti priva di un punto di riferimento per un periodo indefinito”.






