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Architettura a Siracusa, l’università di Catania cerca nuove aule in Ortigia

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Con i lavori di ristrutturazione che impediscono l’uso della sede principale dell’ex caserma Abela, il presidente della struttura didattica Matteo Ignaccolo effettua sopralluoghi in locali del Comune e della curia e valuta una soluzione con due aule collegate per le lezioni dopo la protesta degli studenti

L’università di Catania è alla ricerca di nuovi spazi dove ospitare le lezioni del corso di laurea in Architettura. Una soluzione necessaria per sopperire all’impossibilità di utilizzare la sede principale, l’ex caserma Abela, interessata dai lavori di ristrutturazione.  Gli interventi avviati un anno e mezzo fa, adesso non ne consentono più l’utilizzo.

Il progetto è ambizioso e trasformerà l’edificio storico a pochi passi dal Castello Maniace in una sede universitaria moderna, funzionale e in linea con la nuova destinazione d’uso. Ma servirà del tempo, i lavori dureranno almeno un altro anno.

Intanto gli effetti della chiusura si sono già fatti sentire. Le prime difficoltà sono sorte nei giorni scorsi con la  presenza di un numero superiore di studenti rispetto al previsto che ha assistito ad una lezione in un’aula che è risultata piccola.  Da lì la protesta e il successivo confronto con l’ingegnere Matteo Ignaccolo, docente e presidente della struttura didattica speciale di Architettura e Patrimonio culturale di Siracusa, per trovare una soluzione in tempi rapidi.

In qualità di delegato del rettore dell’ateneo catanese, Ignaccolo ha già effettuato una serie di sopralluoghi in Ortigia con l’obiettivo di trovare una sistemazione per quelle aule che al momento mancano all’appello. L’impresa non è delle più semplici perché trovare locali adeguati e pronti all’uso in centro storico è davvero complicato. Ma il legame tra Unict e il capoluogo non è stato mai messo in discussione. Anzi.

“L’ateneo e l’attuale rettore tengono tantissimo a Siracusa – precisa l’ingegnere -. Il fatto stesso che l’università non ha attivato dei corsi doppioni conferma quanto sia importante per noi la nostra presenza qui. E Ortigia è la migliore collocazione per la sede della facoltà di Architettura, i nostri studenti hanno la possibilità di vivere in uno dei centri storici di rara bellezza, tra i più invidiati al mondo”.

Il presidente non nasconde le difficoltà nel reperire nuovi spazi: “Ho effettuato diversi sopralluoghi in locali di proprietà del Comune e pure della curia. ma tutti o quasi necessitano di investimenti importanti per renderli compatibili con le nostre esigenze e per adeguarli alle nuove norme di sicurezza introdotte dopo la strage di Crans Montana. La ricerca di spazi che facciano al caso nostro prosegue, sono certo che riusciremo a trovare una soluzione”.

Per gli iscritti alla facoltà di Architettura, attualmente, la situazione risulta più complessa. Infatti anche la sede all’ultimo piano del palazzo che ospita la scuola elementare in via dei Mergulensi è interessata da lavori. Si tratta di interventi di manutenzione e di adeguamento alle norme sulla sicurezza e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nei locali di Palazzo Impellizzeri alcuni spazi sono stati destinati agli uffici amministrativi che si trovavano nell’ex caserma.

“Possiamo contare anche sulle aule concesse dalla Business school di via Roma – aggiunge Ignaccolo – ma è chiaro che con la chiusura dell’ex caserma Abela abbiamo bisogno di reperire altri locali per i nostri studenti. Ciò che è accaduto l’altro giorno è stato determinato da una serie di circostanze fortuite, faremo in modo che non si ripeta più. Nessuno di noi, il rettore in primis, suggerirà mai ai nostri studenti di assistere alle lezioni in aule al cui interno ci sia un numero maggiore di persone rispetto a quante ne possa contenere. Ci teniamo alla sicurezza dei nostri studenti, l’attenzione è massima su questo aspetto. Infatti stiamo pensando di utilizzare due aule adiacenti, una più grande dove starà il docente e un gruppo di studenti e una più piccola dove verrà posizionato uno schermo nel quale si potranno seguire le lezioni”.

In attesa di nuovi locali da poter utilizzare finché non sarà pronta la nuova sede all’ex caserma.

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