Il consigliere Davide Soli denuncia che il contratto di comodato d’uso gratuito per l’area di contrada Casazza, firmato a giugno da Spadola, è stato reso noto al Consiglio comunale solo dalla nota con cui il 2 ottobre la Prefettura ha comunicato il recesso
C’era già un contratto di comoda d’uso gratuito tra la Prefettura di Siracusa e il Comune di Rosolini per un’area destinata ad accogliere richiedenti asilo. Il Partito Democratico di Rosolini contesta al sindaco Giovanni Spadola di non aver informato il Consiglio comunale. La vicenda riguarda il centro di prima accoglienza e identificazione che la Prefettura intendeva realizzare nel territorio comunale e che, dopo settimane di discussioni, è stato al centro del Consiglio comunale aperto del 21 settembre.
Il documento porta la data del 26 giugno 2026, come ricordato nella nota con cui il 2 ottobre la Prefettura ha comunicato al sindaco l’esercizio della facoltà di recesso. Il contratto riguarda un’area demaniale di circa 3.080 metri quadrati in contrada Casazza, con accesso dalla via Donatori di Sangue, nella quale sarebbero stati installati moduli abitativi e di servizio prefabbricati per l’accoglienza di richiedenti asilo sottoposti alle procedure accelerate di frontiera, in attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, per un fabbisogno stimato fino a cinquanta posti. L’accordo ha durata di dieci anni e prevede che la Prefettura possa recedere in qualsiasi momento con un preavviso di trenta giorni.
Secondo il consigliere Davide Soli, i consiglieri sono venuti a conoscenza del contratto solo indirettamente, attraverso la comunicazione della Prefettura, senza che il sindaco avesse trasmesso né l’atto né la nota. «Il Sindaco ha volutamente sottaciuto di aver già firmato un contratto di comodato d’uso gratuito con la Prefettura per la concessione dell’area in contrada Casazza», ha dichiarato Soli.
La ricostruzione dei fatti parte da venerdì 4 settembre, quando si è svolto un sopralluogo nell’area dei Piani di insediamento produttivo. La zona artigianale era stata indicata come punto strategico per una struttura destinata a funzionare da primo punto di identificazione per circa cinquanta migranti. L’ipotesi era emersa dopo il superamento della proposta iniziale, che prevedeva la struttura nei pressi dell’area di protezione civile di contrada Casazza, dove molti cittadini praticano attività sportive e dove erano state espresse perplessità.
Il sindaco aveva spiegato che la scelta di Rosolini non era stata un’iniziativa dell’amministrazione ma una decisione della Prefettura, motivata da ragioni geografiche e strategiche, a partire dalla vicinanza al porto di Pozzallo. Riguardo all’area Pip, Spadola aveva parlato di una collocazione che avrebbe consentito una gestione discreta e a basso impatto, con un’attività quasi impercettibile all’esterno, limitata al transito degli autobus di trasferimento. Una scelta che segnava un cambio di rotta rispetto al progetto presentato nel luglio 2025 all’Assessorato regionale per riqualificare l’area con recinzione, videosorveglianza, nuova illuminazione ed edificio multiservizi.
Nel Consiglio comunale aperto, convocato su richiesta dell’opposizione del 27 agosto, l’aula ha votato all’unanimità la sospensione della procedura, ha espresso parere negativo sull’area Pip e ha chiesto un confronto diretto con la Prefettura. L’opposizione ha indicato come alternativa il centro di accoglienza Frasca, struttura già organizzata che in dieci anni ha accolto numerosi migranti. Con la nota del 2 ottobre la Prefettura ha poi comunicato il recesso dal contratto.
“L’atteggiamento gravissimo del Sindaco – prosegue Soli – non è consistito soltanto nel sottacere l’accordo – con la complicità del presidente del consiglio comunale -, ma soprattutto nel non aver mai informato i consiglieri comunali, omettendo totalmente la trasmissione del contratto e della nota prefettizia.
Questo comportamento, da parte di una figura istituzionale che si definisce “del popolo”, trasparente e leale, non rappresenta soltanto una grave mancanza di rispetto nei confronti dell’intero consiglio, ma è una vera e propria presa in giro verso tutti i cittadini di Rosolini. Come Partito Democratico, ribadiamo con forza che Rosolini è una comunità storicamente accogliente e solidale. Proprio per questo motivo, crediamo che un servizio così delicato ed essenziale debba essere realizzato in una struttura decorosa, efficiente e idonea all’accoglienza, già presente a Rosolini”.
“Chiediamo – conclude Soli – rispetto per la città, trasparenza e soluzioni d’accoglienza reali e dignitose, non decisioni calate dall’alto e volutamente nascoste alla propria comunità”.






