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AL FORUM DI VARSAVIA

Irem, l’ad Musso: “La resilienza organizzativa si prepara prima che arrivi la crisi”

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Intervenendo al forum internazionale di Varsavia sulla leadership e sulla gestione delle crisi, il manager ha spiegato che la reputazione di un’impresa si costruisce nel tempo e che investire nelle persone, a partire dai giovani, rende le aziende più solide

Giovanni Musso, amministratore delegato di Irem, è intervenuto il 15 ottobre a Varsavia a Rezylion 2026, forum internazionale per dirigenti d’azienda dedicato alla resilienza delle organizzazioni e alla leadership nei momenti di forte pressione. L’incontro si è svolto nella sede del Comitato olimpico polacco.

Musso, inserito da Forbes Italia nel 2025 tra i cento migliori manager italiani, ha tenuto l’intervento internazionale “Reputational Resilience: Lessons from Italian Crises”. Ha raccontato l’esperienza maturata alla guida di Irem nei progetti industriali all’estero, soffermandosi sul legame tra reputazione, gestione dei rischi e capacità di affrontare situazioni complesse.

Al centro del discorso l’idea che la fiducia verso un’impresa si costruisca nel tempo e venga messa alla prova soprattutto durante una crisi. “La reputazione non si costruisce quando la crisi è già in corso, ma attraverso le decisioni e i comportamenti che un’azienda dimostra nel tempo – ha sottolineato Musso – . Nelle prime ore di un’emergenza, il silenzio prolungato e l’indecisione possono alimentare sfiducia e compromettere relazioni costruite negli anni”.

Il manager ha invitato inoltre a distinguere una crisi reale dal semplice clamore mediatico. Per valutarla, ha spiegato, non basta guardare quante notizie o quanti commenti compaiono sui social network, che vanno comunque tenuti sotto controllo: bisogna considerare gli effetti concreti sull’attività, sugli aspetti legali e sull’immagine dell’azienda, insieme all’evoluzione dei rapporti con clienti, dipendenti, investitori e partner.

Per Musso la reputazione è una responsabilità che riguarda ogni giorno i dirigenti e gli organi di governo dell’impresa e va tenuta presente nelle scelte strategiche e nel controllo dei rischi. In questa prospettiva contano anche l’attenzione alla sostenibilità, una gestione responsabile e la possibilità di rendere visibile e verificabile l’impatto dell’azienda sulle persone e sul territorio.

Sulla preparazione alle emergenze l’amministratore delegato è stato netto. «Un’impresa resiliente non è quella che non attraversa mai una difficoltà, ma quella che sa affrontarla, imparare e ripartire senza perdere la fiducia delle persone che la circondano», ha concluso. Per riuscirci serve una cultura aziendale in cui le informazioni circolano, gli errori vengono affrontati e non nascosti e le persone sono valorizzate.

Tra i fattori di solidità Musso ha messo al primo posto la capacità di attrarre e trattenere i talenti, perché oggi ai giovani non bastano le opportunità economiche: cercano aziende in cui crescere, sviluppare competenze e costruire il proprio futuro professionale. Su questa strada si muove Irem con la propria accademia permanente, che offre percorsi di formazione a giovani diplomati e laureati per sviluppare le professionalità richieste dall’azienda. L’iniziativa punta a favorire l’inserimento lavorativo, il ricambio generazionale e la continuità delle competenze, creando opportunità anche per il territorio.

“Non possiamo limitarci a cercare competenze già disponibili sul mercato: dobbiamo contribuire a formarle, offrendo ai giovani occasioni concrete di ingresso e crescita professionale», ha aggiunto Musso. «Un’azienda che investe nelle persone diventa più attrattiva, più solida e più preparata ad affrontare le crisi”.

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