Il Cga accoglie l’istanza cautelare della Greco Costruzioni & Servizi contro il Comune di Portopalo. L’avvocato Gennaro: «Per la terza volta confermata in fase cautelare l’illegittimità dei provvedimenti»
Per capire chi ha torto o ragione, dovrà ancora trascorrere del tempo. E, molto probabilmente, non si arriverà ad una verità assoluta. Il 14 ottobre alla complessa vicenda del lido Scialai dell’Isola delle Correnti si è aggiunto un capitolo che – come è capitato negli ultimi mesi tra vicende giudiziarie ed amministrative, continua a spostare l’asticella delle (presunte) verità: il Cga di Palermo ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla Greco Costruzioni & Servizi, sospendendo fino al 31 ottobre 2026 l’esecutività della sentenza del Tar di Catania e degli atti amministrativi impugnati in primo grado.
L’ordinanza, pronunciata al termine della camera di consiglio del 14 ottobre e pubblicata proprio ieri, riguarda l’appello presentato dalla società contro la sentenza del Tar del 7 luglio 2026, che aveva respinto il ricorso. Le parti appellate sono il Comune di Portopalo, gli assessorati e i dipartimenti regionali Territorio e Ambiente e Beni culturali, la Soprintendenza di Siracusa e la Struttura territoriale ambientale di Ragusa e Siracusa.
Il collegio ha ritenuto sussistenti entrambe le condizioni previste dalla legge per concedere la misura cautelare, cioè l’apparente fondatezza del ricorso e il rischio di un danno derivante dal ritardo. Ha così confermato il decreto monocratico del presidente del 29 luglio, già prorogato con una precedente ordinanza del 4 settembre in attesa dell’esito del riesame contro il sequestro preventivo disposto l’8 agosto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa.
Su questo punto i giudici hanno chiarito che il procedimento penale e il sequestro, in assenza di decisioni definitive del giudice penale, non possono impedire l’esame della richiesta cautelare, che spetta in via esclusiva al giudice amministrativo. Nell’udienza la società aveva fatto presente che la stagione balneare non era conclusa e che, in caso di revoca del sequestro, solo una decisione favorevole del Cga le avrebbe consentito di riprendere l’attività.
Le amministrazioni appellate sono state inoltre condannate in solido a rimborsare alla società le spese della fase cautelare, liquidate in 1.000 euro oltre agli accessori di legge.
Sulla decisione interviene l’avvocato Pinello Gennaro, che assiste la società. «Per la terza volta il Cga conferma, sempre in fase cautelare, l’illegittimità dei provvedimenti impugnati e quindi l’efficacia e legittimità dei titoli concessori ed autorizzativi del lido Scialai», dichiara il legale, sottolineando che i giudici lo hanno fatto riconoscendo in via preliminare l’autonomia della giurisdizione amministrativa rispetto alle vicende penali.
Lo scorso 7 agosto il lido era sequestrato sequestrato nuovamente e il tribunale del Riesame il 12 settembre lo aveva confermato.
Per Gennaro, tuttavia, «a questo punto la stagione estiva è compromessa. Quando verrà confermata nel merito, con sentenza definitiva del massimo organo di giustizia amministrativa, l’illegittimità dei provvedimenti adottati, non resterà altro che prendere atto del giudicato e valutare il risarcimento dei gravissimi danni nei confronti delle amministrazioni resistenti, che intanto, come disposto dall’ultima ordinanza del Cga, devono già pagare le spese processuali della fase cautelare».






