Il leader del movimento Civico4 Michele Mangiafico, chiede il controllo degli atti comunali e al sindaco di chiarire in pubblico il riferimento ai presunti metodi di alcuni funzionari
Michele Mangiafico, leader del movimento Civico4, interviene sull’inchiesta Nexus a nome dei Fari 80, 131 e 135 di Controcorrente e chiede che la Prefettura venga incaricata di verificare gli atti del Comune di Siracusa. Mangiafico sollecita inoltre il sindaco a chiarire pubblicamente un passaggio dell’ordinanza che lo riguarda.
Il punto di partenza è il rapporto dell’Autorità nazionale anticorruzione diffuso lo scorso agosto, secondo cui lavori pubblici, enti territoriali e accordi illeciti tra pubblico e privato restano le principali aree di rischio corruttivo negli appalti, con una presenza particolarmente marcata in Calabria e in Sicilia. L’analisi riguarda i procedimenti penali comunicati tra il 1° gennaio 2020 e il 15 maggio 2026. «Entrerà nel prossimo rapporto il procedimento penale che in queste ore ha devastato la credibilità della città di Siracusa a livello nazionale, lasciando intravedere l’ombra di un metodo diffuso per favorire interessi privati nel procacciare risorse pubbliche», dichiara Mangiafico.
Secondo il leader di Civico4, l’inchiesta, sia per i fatti contenuti nell’ordinanza sia per gli altri fronti che potrebbero aprirsi alla luce delle intercettazioni, impone di chiedersi se anche a Siracusa siano presenti le prassi tipiche di un sistema corruttivo negli appalti. Mangiafico ne indica alcune: il ricorso alla somma urgenza per interventi ordinari o programmabili, presentati come emergenze per evitare le gare; la divisione ripetuta di un unico appalto in tanti piccoli affidamenti diretti, per restare sotto i limiti di legge; l’assenza di una motivazione tecnica e amministrativa precisa che giustifichi l’urgenza dell’intervento; la spesa non regolarizzata nei tempi previsti o la mancata adozione degli atti del Consiglio comunale che riconoscono la legittimità del debito. Cita poi il coinvolgimento diretto di sindaci, assessori e dirigenti tecnici quando l’uso improprio della somma urgenza produce costi sproporzionati o elude la concorrenza, e l’inserimento nelle gare di requisiti così stringenti da ridurre di proposito il numero dei partecipanti.
Mangiafico si sofferma poi su un passaggio dell’ordinanza, secondo cui in un colloquio con un assessore il sindaco avrebbe fatto riferimento a presunti metodi riconducibili ad alcuni funzionari del Comune. Su questo punto, spiega, è necessario che il primo cittadino chiarisca pubblicamente che cosa intendesse e quali iniziative abbia eventualmente assunto.
Apprezzando il lavoro della magistratura, Mangiafico teme che le ferite al buon andamento dell’amministrazione siano più profonde. Per questo chiede che la Prefettura venga ufficialmente chiamata, con poteri di accesso agli atti, a verificare l’attività del principale ente locale del territorio, per accertare se esistano indizi di collegamenti con sistemi criminali e forme di condizionamento dei pubblici ufficiali.






