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Appalti a Siracusa, Carbone respinge le accuse davanti al gip: “Mai presi i 10 mila euro”

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L’ex vicepresidente del consiglio, ai domiciliari per associazione per delinquere e corruzione, nega di aver incassato la somma contestata dalla Procura europea. Il suo legale annuncia il ricorso al Riesame e precisa: dimissioni firmate prima della sospensione del prefetto

L’ex vice presidente del consiglio comunale di Siracusa, Concetta Carbone, ha respinto davanti al giudice per le indagini preliminari le accuse formulate dai magistrati della Procura europea. La donna si trova agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Nexus, con l’ipotesi di reato di associazione per delinquere e corruzione. Lo riferisce l’Ansa.

Come riferisce il suo difensore, l’avvocato Sofia Amoddio, Carbone ha reso dichiarazioni spontanee, spiegando di non aver mai percepito i 10 mila euro che le vengono contestati. Secondo quanto illustrato dalla difesa, si sarebbe occupata del progetto dell’ostello di Cassibile, finanziato dal ministero dell’Interno, ma non avrebbe organizzato alcuna attività illecita insieme al carabiniere Salvatore Strazzulla, suo amico, che al momento si trova in carcere.

Il prefetto di Siracusa ha disposto la sospensione di Carbone dal consiglio comunale. L’avvocato Amoddio ha però precisato che la sua assistita aveva firmato le dimissioni il 15 ottobre, prima della sospensione di diritto disposta dal prefetto. Il legale ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame di Catania.

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