Intesa tra direzione e sindacati per distribuzione fondi DAP. Argentino: “Personale allo stremo, turni fino a 12 ore”
È stato raggiunto l’accordo tra le organizzazioni sindacali Osapp, Uspp, Cisl e Uil e la direzione della Casa di reclusione di Augusta per la distribuzione degli incentivi destinati al personale di polizia penitenziaria. La somma messa a disposizione dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ammonta a 25mila euro.
L’intesa stabilisce che la percentuale più alta degli incentivi verrà assegnata agli agenti che hanno prestato servizio in posti accorpati e nelle sezioni a regime chiuso, considerate tra le più impegnative dell’istituto. La decisione tiene conto delle maggiori difficoltà operative affrontate da questo personale.
La misura arriva in un momento di particolare tensione per la situazione organizzativa del carcere augustano. Secondo quanto riferito dal segretario provinciale Osapp Giuseppe Argentino, la struttura presenta una carenza di organico di circa 70 unità a fronte di una popolazione detenuta di 600 persone. Un rapporto che evidenzia le difficoltà quotidiane nella gestione della sicurezza.
“Il personale è ormai allo stremo per gli eccessivi carichi di lavoro”, denuncia Argentino. “L’orario di lavoro, che per legge dovrebbe essere di sei ore giornaliere divise in quattro turni, è arrivato a otto ore con punte di 12 ore consecutive”. Una situazione che mette sotto pressione gli agenti e compromette l’efficienza del servizio.
La questione si complica ulteriormente considerando i progetti di ampliamento previsti dalle autorità. L’intenzione di costruire nuovi padiglioni negli istituti penitenziari per circa 10mila posti letto solleva interrogativi sui tempi e le modalità di copertura dei posti di servizio aggiuntivi che ne deriveranno.
“Non comprendiamo quale personale utilizzeranno per coprire questi nuovi posti”, osserva il sindacalista. “Il personale che si assume annualmente non riesce nemmeno a compensare i pensionamenti”. Una criticità che rischia di aggravarsi se non vengono adottate misure strutturali per il reclutamento.
L’idea di risolvere la carenza di organico attraverso straordinari e incentivi viene giudicata insufficiente dai rappresentanti sindacali. “Pensare che il tutto si possa risolvere con straordinario e incentivi vari è cosa alquanto aleatoria”, sottolinea Argentino. “Questo limita l’organizzazione del lavoro e crea un deficit per l’ordine e la sicurezza”.
La situazione del carcere di Augusta riflette una problematica più ampia che coinvolge il sistema penitenziario nazionale. La sproporzione tra personale disponibile e popolazione detenuta rappresenta una sfida costante per il mantenimento degli standard di sicurezza e per le condizioni lavorative degli agenti.
I sindacati preannunciano possibili tensioni se non si procederà a una revisione delle politiche del personale. L’accordo sugli incentivi, pur rappresentando un riconoscimento per il lavoro svolto, non risolve i problemi strutturali che affliggono l’istituto augustano e che richiedono interventi più incisivi da parte delle autorità competenti.











