L’aggressione è avvenuta il 3 dicembre. La vittima, colpita in pieno volto, aveva appena iniziato il turno. La sigla sindacale S.PP. scrive al DAP: “Trasferimento immediato fuori regione per l’aggressore”
Un atto di violenza brutale e improvviso ha coinvolto la Casa di Reclusione di Augusta. Il sindacato di Polizia Penitenziaria S.PP. denuncia un gravissimo episodio avvenuto lo scorso 3 dicembre 2025, che ha visto vittima un agente in servizio.
L’episodio segna un’escalation preoccupante di eventi aggressivi nei confronti del personale, non solo ad Augusta ma in diverse sedi della regione.
La dinamica: l’agguato a inizio turno
Secondo quanto ricostruito dalla segreteria sindacale, un detenuto di nazionalità italiana ha richiamato l’attenzione di un agente che aveva appena assunto il turno di servizio. Non appena il poliziotto si è avvicinato alla stanza detentiva, è stato colpito in pieno volto dal lancio di olio bollente.
Un gesto compiuto “senza alcun motivo e senza scrupolo”, sottolinea il sindacato, con la palese intenzione di colpire chiunque fosse capitato di servizio in quel momento.
La richiesta al DAP: “Trasferimento fuori regione”
La reazione del sindacato F.S.A. C.N.P.P./S.PP. è stata immediata. È stata inviata una missiva urgente al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) chiedendo l’immediato allontanamento fuori regione del detenuto, in considerazione della chiara volontà dimostrata di colpire la Polizia Penitenziaria.
La nota, firmata dal Segretario Provinciale Giuseppe Mandurino, dal Vice Segretario Regionale Giuseppe Zabatino e dal Segretario Nazionale Massimiliano Di Carlo, contiene un ultimatum preciso.
“In assenza di quanto richiesto – scrivono i sindacalisti – seppur consapevoli che l’allontanamento dei detenuti non è motivo di trattative sindacali, questa Organizzazione Sindacale metterà in atto ogni azione utile e consentita dalla Legge a tutela del personale”.
“Non siamo carne da macello”
Il comunicato si chiude con un appello forte al Governo e al Ministero affinché intervengano con azioni concrete.
“Siamo convinti che i poliziotti di Augusta, della regione e di tutta l’Italia non possono essere considerati carne da macello da dare in pasto a detenuti violenti“. Il sindacato ha espresso piena vicinanza al giovane poliziotto vittima di questa “cruda e codarda violenza”.











