Il segretario generale Nardi ha rappresentato al commissario Iraci le problematiche inerenti le strutture di Lentini e Francofonte
Il commissario dell’Asp di Siracusa Gioacchino Iraci e una delegazione della Cgil Confederale e della Funzione Pubblica – rappresentata dal segretario generale Franco Nardi, José Sudano, Sabina Zuccaro, Pino Bruno e Paolo Censabella – hanno avuto un incontro nella sede della Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria. Il vertice ha rappresentato un primo colloquio conoscitivo, già più volte rinviato per i numerosi impegno del manager Asp. L’occasione è stata molto proficua per i molteplici temi affrontati che interessano la situazione complessiva della sanità a Siracusa.
Il sindacato ha portato all’attenzione di Iraci le criticità emerse nel territorio, con un focus particolare sullo stato di attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità. Sul punto la Cgil ha sottolineato che, pur nella consapevolezza che l’Azienda ha raggiunto l’importante obiettivo di definire entro il 30 giugno la conclusione dei lavori come previsto dal cronoprogramma del PNRR, di fatto l’attività delle nuove strutture dedicate all’assistenza territoriale sono ancora molto lontane da un livello appena sufficiente. In alcune case di Comunità l’attività non è iniziata così come negli Ospedali di Comunità non sono ancora stati effettuati ricoveri. E’ stata sottolineata, ad esempio, la situazione del Distretto nord dove sia la Casa di Comunità di Lentini sia quella di Francofonte non hanno ancora iniziato la loro attività.
Il commissario Iraci ha evidenziato come la problematica sia legata principalmente alle difficoltà nel reperire il personale, puntualizzando che i numerosi avvisi emanati per il suo reclutamento sono spesso deserti. “Certamente – fanno sapere dalla Cgil – esistono anche criticità di carattere organizzativo, legati anche ad un diverso approccio culturale dovuto alla novità del modello assistenziale che necessita di tempo per essere recepito sia da parte del personale sia da parte dell’utenza”.
La Cgil ha fatto presente al Commissario due problematiche al momento irrisolte che potrebbero dare un impulso alla funzionalità delle Strutture territoriali: la prima riguarda la necessità di un Accordo di Programma con la Conferenza dei sindaci per una proficua integrazione socio-sanitaria attraverso la reale attivazione dei Punti Unici di Accesso, mentre la seconda attiene la richiesta – non più rinviabile – all’Assessorato della Salute di un potenziamento della specialistica territoriale. Uno dei punti qualificanti dei servizi che dovrebbero erogare le Case di Comunità è proprio quello di fare incontrare il medico di famiglia con lo specialista per concordare insieme il percorso dei pazienti, in special modo dei pazienti cronici.
La discussione ha riguardato anche l’accessibilità alle prestazioni specialistiche. L’annoso problema delle liste di attesa, sebbene la Cgil abbia riconosciuto i progressi ottenuti negli ultimi mesi, rimane ancora una situazione non accettabile per una efficace tutela della salute della popolazione. In particolare il sindacato ha sottolineato una non ottimale trasparenza del sito aziendale che non permette al cittadino di avere una completa informazione sulle disponibilità offerte, ed una garanzia che le richieste di prestazioni possano trovare una più celere risposta all’interno di un ambito distrettuale e non provinciale come avviene al momento.











