Prima stima shock: 35 milioni nel capoluogo, 13 nella città megarese. Crolla la falesia in via Arsenale, lidi a rischio chiusura. Enel in tilt: 2.000 segnalazioni di blackout
Passata la tempesta, resta la devastazione. Il passaggio del ciclone Harry lascia sul territorio siracusano ferite profonde e un conto economico salatissimo. Secondo le prime stime provvisorie, i danni ammontano complessivamente a circa 48 milioni di euro tra il capoluogo e Augusta.
Nel capoluogo la situazione è critica. La stima comunicata alla Regione dagli uffici comunali parla di 35 milioni di euro di danni tra infrastrutture pubbliche e proprietà private. Le immagini più dure arrivano dalle zone balneari e da Ognina, ma preoccupa soprattutto il crollo di un ampio tratto di parete a protezione della falesia in via Arsenale, che ha costretto all’evacuazione delle abitazioni a strapiombo sul mare.
A questo si aggiunge l’emergenza nell’emergenza: la mancanza di elettricità. Non singole vie ma interi quartieri, ha detto l’assessore Imbrò. Enel conta oltre 2.000 segnalazioni solo su Siracusa e le squadre locali non riescono a far fronte a tutte le richieste: è stato necessario chiedere rinforzi da fuori provincia. La Protezione Civile resta operativa (COC aperto) per portare acqua e generi di prima necessità ai cittadini fragili rimasti isolati o senza corrente.
Ad Augusta si prova a tornare alla normalità con la riapertura di scuole e uffici, ma i segni del ciclone sono ovunque. La stima dei danni è di 13 milioni di euro (8 al patrimonio pubblico, 5 ai privati). Il Sindaco Giuseppe Di Mare, che ha coordinato oltre 70 interventi di emergenza, chiede aiuto: “Le risorse del Comune sono limitate, abbiamo bisogno di supporto immediato da Regione e Governo”. Il Lungomare Rossini, tra le zone più colpite, è rimasto chiuso per la rimozione dei detriti.
C’è forte preoccupazione per i lidi balneari spazzati via dalla furia del mare, espressa ieri da una nota di CNA Balneari: con la stagione alle porte e lo spettro delle aste delle concessioni, molte imprese rischiano di gettare la spugna. Si riaccende anche il dibattito sull’urbanistica e sui condoni passati che hanno permesso di costruire troppo vicino alla costa. Mentre il Ministro Musumeci è in sopralluogo nel catanese, nelle prossime ore potrebbe arrivare nei territori colpiti il Presidente della Regione, Renato Schifani, per rendersi conto di persona della situazione, che riguarda anche Avola e Noto.





