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Dipendenti regionali e arretrati bloccati, parte la diffida del sindacato

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Il Siad-Csa-Cisal lancia l’ultimatum al governo regionale: “Soldi fermi da due mesi, pronti a segnalazioni per danno erariale”

Una corsa contro il tempo e contro la burocrazia per sbloccare i fondi attesi da migliaia di lavoratori. Si respira un clima di forte tensione negli uffici della Regione Siciliana, dove il sindacato Siad-Csa-Cisal ha rotto gli indugi inviando nelle scorse ore una diffida formale ai vertici dell’amministrazione.

Al centro dello scontro c’è la mancata erogazione degli arretrati contrattuali relativi al triennio 2022-2024, somme che i dipendenti regionali attendono invano ormai da diverse settimane.

Il paradosso denunciato dalla sigla sindacale risiede proprio nelle tempistiche: nonostante il rinnovo del contratto sia stato regolarmente firmato all’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale) ben due mesi fa, le buste paga dei lavoratori non hanno ancora registrato l’atteso e dovuto conguaglio.

Secondo quanto trapela in via informale dagli uffici palermitani, l’intoppo sarebbe di natura prettamente contabile e procedurale. Ecco cosa sta succedendo:

  • Il nodo bilancio: Il ritardo sarebbe riconducibile in prima battuta alla mancata registrazione delle necessarie variazioni di bilancio da parte degli uffici competenti.

  • La scadenza di aprile: Se il mandato di pagamento collettivo non dovesse partire entro la fine del mese in corso, l’intero iter subirebbe una drammatica battuta d’arresto.

  • L’incubo autunnale: Il rischio concreto, denuncia il sindacato, è che l’erogazione slitti direttamente al mese di ottobre, e sempre a patto che nel frattempo venga approvato il rendiconto finanziario regionale.

L’ultimatum: “Pronti a ogni azione legale”

A fare la voce grossa per la tutela dei diritti dei lavoratori sono Giuseppe Badagliacca, Angelo Lo Curto e Gaspare Di Pasquale, vertici del sindacato Siad-Csa-Cisal, che non escludono il ricorso a vie legali particolarmente pesanti per l’Ente.

“Qualunque sia la causa, è necessario che il pagamento avvenga entro questo mese o tutto slitterà almeno a ottobre – denunciano i tre sindacalisti –. Si tratta di soldi a cui le lavoratrici e i lavoratori hanno pieno diritto, per questo abbiamo inviato una formale diffida”.

La vertenza rischia ora di allargarsi assumendo contorni giuridici seri: “Siamo pronti a ogni azione per tutelare i legittimi interessi dei dipendenti, che avrebbero pieno diritto al risarcimento del danno, oltre alle dovute segnalazioni agli organismi competenti per possibile responsabilità erariale”, concludono i rappresentanti sindacali.

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