Scontro a Siracusa sul servizio idrico, il capogruppo di Fratelli d’Italia rompe gli indugi: “Il PD si rifugia nelle polemiche per coprire i finanziamenti sfumati, ora parleranno le carte”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Siracusa, Paolo Cavallaro, ha annunciato il deposito di due distinte richieste di accesso ispettivo agli atti indirizzate ai vertici dell’Assemblea Territoriale Idrica.
L’iniziativa punta a fare assoluta chiarezza sui motivi che hanno portato all’esclusione del territorio siracusano dai grandi flussi di investimento nazionali.
Secondo l’esponente del centrodestra, il Partito Democratico starebbe attuando una strategia di distrazione di massa, riducendo il problema a una scontro interno alla coalizione di governo pur di non rispondere sulla perdita dei fondi.
La mossa di Fratelli d’Italia mira a verificare la reale capacità progettuale dimostrata dagli uffici tecnici dell’ente d’ambito e dai singoli partner comunali negli ultimi tre anni.
Le due specifiche linee di indagine documentale attivate da Paolo Cavallaro:
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Il canale PNIISSI: la verifica sulla presentazione o meno, entro la scadenza del 21 giugno 2023, delle candidature per il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico;
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La linea FESR Sicilia: la richiesta di un report dettagliato su quali progetti siano stati presentati nell’ambito della programmazione comunitaria 2021-2027, scoprendo quali siano stati finanziati, quali bocciati e per quali precise ragioni tecniche.
L’ispezione si muove in parallelo con le attività già preannunciate sul fronte parlamentare dal deputato nazionale Luca Cannata, che ha promesso nuovi atti di sindacato ispettivo ai ministeri romani competenti.
La polemica si è acuita dopo il voto favorevole espresso in Consiglio comunale sulla mozione per concedere ristori e compensazioni tariffarie ad utenti, famiglie e imprese commerciali messi in ginocchio dai continui distacchi e guasti alla rete.
Il paradosso, secondo Cavallaro, è che l’approvazione stessa dei risarcimenti certifica l’esistenza di un danno strutturale enorme patito dai cittadini, le cui cause profonde rimangono però ancora senza un colpevole ufficiale.
Se il sistema centralizzato di coordinamento imbastito dall’ATI ha funzionato come dichiarato, l’opposizione non comprende come mai gran parte della provincia si sia presentata ai bandi priva dei requisiti minimi di ammissibilità.
Inoltre, il dito viene puntato contro lo stesso Comune di Siracusa, guidato dal sindaco Francesco Italia che ricopre anche la carica di presidente dell’ATI, rimasto anch’esso escluso dalle principali linee di finanziamento per il rifacimento delle condotte.
L’indagine conoscitiva promossa da Fratelli d’Italia promette di estendersi anche alla timeline storica del servizio, analizzando gli investimenti effettuati o rimasti solo sulla carta durante il lungo periodo di gestione privata precedente alla transizione attuale.
L’obiettivo dichiarato è comprendere se le criticità della rete siano il frutto di omissioni cumulative spazzate via dall’oblio burocratico degli ultimi anni.
«Gli indennizzi cash rappresentano un aiuto immediato per chi ha subito un danno economico, ma non sostituiscono in alcun modo gli investimenti strutturali e l’accertamento delle responsabilità – spiega il capogruppo Paolo Cavallaro –. Chiedere trasparenza sul servizio idrico Siracusa non ha colore politico, è un dovere verso la cittadinanza. Vogliamo capire perché alcune domande non dovrebbero essere poste. Non ci interessano i comodi scaricabarile della sinistra, vogliamo conoscere i fatti nudi e crudi. Per questo motivo parleranno esclusivamente gli atti ufficiali».











