L’ex senatore della Repubblica riflette sull’inchiesta che ha coinvolto il Comune proprio sui fondi destinati al contrasto del caporalato: “Paladini morali di ieri oggi senza armatura, se l’ipotesi accusatoria dovesse trovare conferma”
SIRACUSA – E dire che si chiamavano fondi Pon “Legalità”… quelli per cui è scoppiato il bubbone al Comune. Legalità, appunto, cioè quell’insieme di comportamenti basati sul rispetto delle leggi, soprattutto da parte di chi esercita il potere. Ma anche quel principio per cui lo stesso potere si è riempito la bocca a ogni piè sospinto, negli anni di governo della città, per un’abbuffata di legalità e trasparenza ingerita in pubblico e, forse, rigettata nei fatti. Lo scrive l’ex senatore della Repubblica Bruno Alicata.
“Con i paladini morali di ieri che si scoprono oggi senza armatura, risultando, in apparenza, allergici al rigore che predicavano e ai principi etici ostentati come medaglie gettate ora sul pavimento scivoloso dell’ipocrisia, se l’ipotesi accusatoria dovesse trovare conferma, come non ci auguriamo per l’immagine della città e del primo cittadino, al cui rigore morale vogliamo continuare a credere.
Ma, sino a ieri, e a ogni tornata elettorale, è stata una vera e propria indigestione di retorica legalitaria e di etica pubblica Dop, che solo loro, naturalmente, detenevano, senza pensare che prima o poi arriva il conto. E la nausea per tutti noi.”






