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L'appello

Giornata della Salute, UGL Siracusa: “Difendere il SSN e proteggere gli operatori stremati”

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Il sindacato interviene nel dibattito pubblico richiamando l’attenzione sull’universalità delle cure e sull’emergenza burn-out tra i camici bianchi: “Non c’è salute senza chi cura”

In occasione della Giornata Mondiale della Salute, la segreteria territoriale della UGL Siracusa interviene con una nota decisa per rimettere al centro del dibattito pubblico due temi cruciali e strettamente interconnessi: l’universalità del diritto alle cure e la tutela della dignità dei professionisti del settore sanitario.

La visione del sindacato parte da un principio inderogabile: la difesa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) rappresenta oggi, più che mai, un vero e proprio atto di giustizia sociale.

L’UGL Salute rigetta l’idea di una sanità a due velocità, subordinata alle possibilità economiche o alla residenza dei pazienti. “La salute non può e non deve essere un privilegio legato al censo o alla geografia, ma deve tornare a essere il pilastro fondamentale della nostra democrazia”, si legge nel documento diffuso dal sindacato.

Celebrare questa giornata internazionale significa, per l’organizzazione, riaffermare con forza il ruolo imprescindibile di un sistema pubblico capace di garantire standard elevati a tutta la popolazione. “È un imperativo che risponde ai più alti principi di giustizia sociale: nessuno deve essere lasciato indietro, e ogni individuo ha il diritto sacrosanto di accedere a diagnosi e terapie d’eccellenza in tempi certi”.

Il cuore dell’appello dell’UGL tocca poi una criticità spesso trascurata, seppur essenziale per la tenuta dell’intero apparato: le condizioni lavorative del personale sanitario. Il ragionamento alla base della rivendicazione è semplice quanto drammatico: non può esserci salute per i cittadini se non si garantisce, prima di tutto, la salute di chi si occupa delle cure.

Attualmente, denuncia la sigla siracusana, gli operatori sono sottoposti a una pressione definita insostenibile, un vero e proprio logoramento psicofisico che rischia di mandare in tilt il sistema. L’UGL punta il dito contro le cause di questa “emergenza silenziosa”:

  • Turni massacranti che azzerano i tempi fisiologici di recupero.

  • Carenze organiche croniche all’interno di reparti e strutture ospedaliere.

  • Contesti lavorativi sempre più complessi che stanno spingendo migliaia di professionisti verso il temuto rischio burn-out.

“Un operatore stremato, vittima di stress psicofisico, è un presidio di salute indebolito”, conclude con fermezza la nota dell’UGL, lanciando un chiaro appello alle istituzioni politiche e sanitarie: “Chiediamo con forza investimenti strutturali e una valorizzazione economica e professionale che restituisca dignità a chi, ogni giorno, opera in prima linea”.

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