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L'INTERVENTO

Idrico, Cavallaro (FdI): “Basta chiacchiere, il sindaco fornisca chiarimenti”

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Chiesto l’accesso agli atti per conoscere gli atti sulla cui base Aretusacque applica il nuovo deposito cauzionale

“La protesta che sta crescendo in città sul servizio idrico non può essere liquidata con comunicati e rassicurazioni. Ci sono questioni precise che riguardano Aretusacque, le scelte compiute all’avvio della nuova gestione e il ruolo del sindaco Francesco Italia, al quale abbiamo già formalmente chiesto atti e chiarimenti senza avere, ad oggi, una risposta sostanziale”.
Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale a Siracusa, critica la nuova gestione del servizio idrico in città, considerando il passaggio tra il vecchio gestore e Aretusacque, le problematiche che hanno caratterizzato l’ultimo periodo e la questione del deposito cauzionale: “Abbiamo presentato un accesso agli atti per conoscere gli atti sulla cui base Aretusacque applica il nuovo deposito cauzionale, gli importi complessivamente addebitati in fattura e quelli effettivamente incassati a tale titolo, il trattamento riservato agli utenti già domiciliati con Siam, l’ammontare e la destinazione degli eventuali depositi cauzionali detenuti dal precedente gestore alla cessazione del servizio e gli atti di subentro relativi ai rapporti con gli utenti e alle relative garanzie. Non sono curiosità politiche, ma questioni che incidono direttamente sul servizio e sulle tasche dei cittadini”.
Sul deposito cauzionale, Cavallaro ricorda come “la disciplina Arera non impone al gestore di richiederlo in ogni caso, ma ne consente l’applicazione disciplinandone condizioni, limiti ed esenzioni”. Sui disservizi, la critica del meloniano è anche sulla gestione delle comunicazioni: “Non è sufficiente comunicare di volta in volta l’interruzione e il successivo ripristino del servizio. La regolazione Arera prevede precisi standard di qualità e, quando ne ricorrono i presupposti, indennizzi automatici agli utenti. Vogliamo quindi sapere se Aretusacque abbia censito tutte le interruzioni e i disservizi verificatisi dall’inizio della nuova gestione, quali abbiano comportato il superamento degli standard previsti, quanti utenti abbiano maturato il diritto all’indennizzo e quali somme siano state o saranno riconosciute”.
Resta poi aperta la questione delle vecchie cauzioni, secondo Fratelli d’Italia. “Siam ha comunicato che gli utenti che abbiano effettivamente versato il deposito e lo ritrovino nella bolletta di chiusura devono presentare una richiesta scritta per ottenerne la restituzione. Ma se il rapporto con il precedente gestore è cessato, perché deve essere il cittadino ad attivarsi per riavere somme che gli appartengono? Perché non procedere automaticamente almeno nei casi in cui siano già disponibili tutti i dati necessari? E ancora: perché nel passaggio tra SIAM e Aretusacque non è stata valutata, ove giuridicamente e contabilmente possibile, una regolazione delle cauzioni già esistenti, evitando che il cittadino debba recuperare il proprio denaro dal precedente gestore mentre il nuovo gliene chiede altro? Se questa possibilità è stata valutata e scartata, vogliamo conoscerne le ragioni”.
A questo quadro si aggiunge un altro elemento: “Sono ancora pendenti davanti al Tar di Catania i ricorsi promossi da alcuni Comuni contro atti del percorso che ha condotto alla costituzione di Aretusacque – continua Cavallaro -. Il Tar ha disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti della società, rilevando che l’eventuale accoglimento dei ricorsi produrrebbe un effetto caducante sugli atti relativi alla sua costituzione. Questo non significa naturalmente anticipare l’esito dei giudizi, ma significa comprendere la portata di ciò che è ancora sub iudice”.
“E allora una domanda sorge spontanea: perché tutta questa fretta? Se persino gli atti relativi alla costituzione di Aretusacque potrebbero essere travolti dall’eventuale accoglimento dei ricorsi, era davvero prioritario partire con tanta rapidità proprio dall’addebito di nuovi depositi cauzionali ai cittadini? Non sarebbe stato più opportuno fare prima piena chiarezza sulle vecchie cauzioni, sugli indennizzi eventualmente maturati per i ripetuti disservizi e sulle altre questioni ancora aperte?”
Cavallaro e il gruppo di Fratelli d’Italia chiedono, poi, l’intervento del sindaco di Siracusa: “In questo contesto riteniamo che debba intervenire Francesco Italia, che ha mantenuto la competenza politica sul servizio idrico ed è anche presidente dell’Ati. È anche a lui che abbiamo indirizzato il nostro accesso agli atti e chiediamo che venga finalmente fornito un riscontro, mettendo a disposizione gli atti e i chiarimenti richiesti”.
“Aretusacque è all’inizio del proprio rapporto con migliaia di utenti e pretendiamo la massima trasparenza. È con la trasparenza che si costruisce un rapporto di fiducia con i cittadini ed è così che dovrebbe iniziare il percorso di un nuovo gestore di un servizio essenziale. E invece, proprio in questa fase, registriamo mancate risposte e troppe zone d’ombra: sulle ragioni della nuova cauzione, sulla sorte di quelle precedenti, sugli indennizzi per i disservizi e sulle modalità con cui è stato gestito il passaggio dal vecchio al nuovo gestore”.

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