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Pachino, Lo scontro tra Partito democratico e Rinascita: tutta questione di “arroganza”

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Botta e risposta al veleno tra i democratici guidati da Barone e il movimento del sindaco Gambuzza dopo il litigio tra Fronterrè e Blundo. Tensione alta sui social con accuse reciproche.

E’ tutta questione di arroganza. Chi accusa l’altro di avercela nel dna, gli altri ce l’hanno perché “danno degli ignoranti agli altri”. Dopo gli stracci volati lunedì sera in coniglio comunale tra il democratico Davide Fronterrè e Salvatore Blundo, rappresentante delle cinque frecce, i due gruppi politici non se la sono mandati a dire tramite social. Da una parte il PD, che ha bacchettato Blundo per aver apostrofato “quelli di Marzamemi che vengono a insultare i pachinesi“.

Così i democratici, guidati dal segretario Giancarlo Barone, parlano di una Rinascita che «“rinasce” grazie al legame, mani e piedi, con l’onorevole di Rosolini – affermano – Nel consiglio comunale di lunedì sera, hanno dato dimostrazione di arroganza le due colonne storiche di Rinascita, ovvero Sindaco Gambuzza e capogruppo consiliare Blundo». Lo stesso Blundo, ha chiesto alla presidente del consiglio, Martina Giuliano di “far parlare per ultimi i consiglieri di opposizione. «Questi atti di bullismo istituzionale denotano quello che è il reale pensiero di questa maggioranza relativamente alla democrazia – hanno proseguito i democratici – e soprattutto verso il 49.99% dei pachinesi che non li hanno votati. Ma noi saremo sempre qui a ricordare loro che sono i padroni di nulla».

Dall’altra parte, la civica del sindaco, Giuseppe Gambuzza, risponde per le rime e parlano di una «avversione – affermano i componenti del direttivo guidato da Massimo Miceli – che è di carattere non più politico ma prettamente personale». E non esitano a girare il coltello nella piaga, parlando della «reale la sofferenza vissuta nell’aver perso, regolarmente e puntualmente, tutte le elezioni in cui il PD si è scontrato con Rinascita – sottolineano quelli della civica – Il tutto pur essendo evidente che l’unica volta negli ultimi trent’anni in cui Rinascita ha perso le elezioni è stato quando, alleato con il PD (anche se quella volta il PD si vergognò di presentarsi come PD), ha proposto una candidata di sinistra (Barbara Fronterrè)». Sulla richiesta del consigliere Blundo, gli esponenti di Rinascita si difendono dicendo che «il Regolamento dei lavori consente ai consiglieri di chiedere il prelievo dei punti» così da far slittare alla fine della seduta gli interventi dei consiglieri.

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