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Pachino, Nasce un team multidisciplinare per educare i pazienti con malattie respiratorie croniche

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L’associazione App porta nel territorio un modello formativo che unisce medici, infermieri, psicologi e fisioterapisti per formarli ad accompagnare concretamente il paziente cronico.

Quattro giorni di formazione intensiva per costruire un gruppo di professionisti sanitari capaci di fare educazione terapeutica strutturata con i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva. È questo l’obiettivo del corso ECM “Formare i Formatori”, promosso dall’associazione App Pachino nell’ambito del Laboratorio IOERESPIRO e del Progetto IOEBPCO, in programma il 17 e 18 aprile e il 22 e 23 maggio nell’aula didattica di via Garibaldi della Chiesa Madre.

L’iniziativa nasce dall’esperienza maturata nel laboratorio IOERESPIRO, che a sua volta affonda le radici nel modello biopsicosociale IOEASMA, già sviluppato dall’associazione in passato. Il salto di prospettiva rispetto alle iniziative precedenti è significativo: non si tratta di un evento di aggiornamento, ma di un percorso che mette al centro la capacità del professionista di trasmettere competenze, motivare il paziente e costruire con lui un rapporto di cura continuativo.

Il corso è rivolto a una platea ampia di figure sanitarie: medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi, dietisti, farmacisti, educatori sanitari, assistenti sanitari e tecnici di diverse specialità. La scelta di coinvolgere professioni così diverse non è casuale: riflette l’idea che la gestione della malattia respiratoria cronica richieda un approccio coordinato, in cui ogni componente del team porta una prospettiva specifica sul paziente.

Il programma è articolato in due moduli distinti. Il primo, nelle giornate di aprile, è affidato principalmente ai medici Silvia Ciaccio e Sebastiano Guarnaccia, responsabili del corso. Questi due giorni sono dedicati ai fondamenti dell’educazione terapeutica, con sessioni teoriche alternate a lavori di gruppo, simulazioni e momenti di riflessione collettiva. I partecipanti affrontano temi come la dinamica dei gruppi, la pedagogia attiva, il metodo Metaplan e il ruolo della psicologia nell’accettazione della malattia e nell’adesione alla cura. La struttura è volutamente partecipativa: ogni sessione chiede ai corsisti di portare la propria esperienza clinica quotidiana come materiale di lavoro.

Il secondo modulo, a maggio, allarga lo sguardo verso contenuti più specifici: il fumo e il suo impatto sulle malattie respiratorie, il distress psico-emotivo, l’alimentazione, l’esercizio fisico e la gestione farmacologica. In questo blocco trovano spazio anche workshop pratici, con la costruzione di veri e propri percorsi educativi su questi temi, e simulazioni con role play. La giornata conclusiva si chiude con una tavola rotonda orientata a definire i percorsi diagnostici educativi che i partecipanti potranno portare nei loro contesti lavorativi.

Il modello formativo adottato si ispira alla metodologia del laboratorio clinico-pedagogico e ricerca biomedica, sviluppata negli ultimi vent’anni agli Spedali Civili di Brescia e coordinata scientificamente dal dottor Sebastiano Guarnaccia.

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