Alternativa Libera parla di “risultato atteso da anni”, critico il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente: “Si vuole adattare il centro storico al rumore che già subisce”
Il Consiglio comunale di Siracusa ha approvato la delibera di adozione del Piano di Classificazione Acustica (previsto dall’art. 6 della Legge 447/1995). Un passaggio che chiude un lungo iter amministrativo, ma che apre contestualmente un acceso dibattito tra gruppi politici, residenti del centro storico ed esercenti.
L’adozione dello strumento urbanistico – votato dalla maggioranza dopo la bocciatura delle proposte di rinvio e di emendamento – traccia la zonizzazione dell’intero territorio comunale, interessando non soltanto la movida notturna ma tutte le fonti di rumore: impianti tecnologici, cantieri, viabilità e attività produttive.
Alternativa Libera: «Passo fondamentale per la tutela della salute»
Accoglie con favore il via libera all’atto il Gruppo di lavoro Inquinamento Acustico di Alternativa Libera Siracusa, che già lo scorso anno aveva sollecitato pubblicamente l’adozione del documento:
«Si tratta di un provvedimento che arriva dopo un lungo ritardo e che rappresenta un passo fondamentale per la tutela della salute dei cittadini. Questo Piano non riguarda soltanto la musica dei locali, ma interessa tutte le sorgenti di rumore presenti sul territorio: dai cantieri ai veicoli con marmitta manomessa. L’approvazione è un punto di partenza: vigileremo affinché non rimanga solo un adempimento amministrativo, ma diventi un mezzo concreto per garantire controlli efficaci e regole uguali per tutti». — Gruppo di Lavoro Inquinamento Acustico Alternativa Libera Siracusa
Comitato Ortigia Resistente: «Controlli insufficienti e classi acustiche penalizzanti»
Di tutt’altro avviso il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, guidato dal portavoce Davide Biondini, che contesta le rassicurazioni fornite dalla Giunta e annuncia la presentazione di formali osservazioni.
Il Comitato respinge l’argomentazione dell’amministrazione secondo cui la carenza di controlli dipenderebbe unicamente dai limiti d’organico dell’ARPA, ricordando come il Comune possa avvalersi di tecnici ENTECA, fonometri certificati in dotazione alla Polizia Municipale e centraline fisse. Sotto accusa finisce in particolare la zonizzazione assegnata ad aree di pregio come il Lungomare Alfeo:
«Il nodo non è bloccare le attività o la movida, ma evitare di adattare il centro storico e Ortigia al rumore che già subisce. Allocare il Lungomare Alfeo in Classe IV è un errore: non è una banchina commerciale né un’area industriale, ma un fronte mare storico e residenziale. La Classe III e i limiti indicati dall’OMS sono indispensabili per proteggere la salute dei residenti. Se in alcune zone si registrano valori alti, questo non giustifica classi più permissive, ma impone risanamenti». — Davide Biondini, Portavoce Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente
L’approvazione apre adesso la fase delle osservazioni pubbliche prima della redazione finale del Piano e della sua entrata in vigore definitiva.








