Santa Margherita di Belice e Priolo Gargallo adottano TEGIS. La vicediregente della Protezione Civile di Priolo Cavaliere: “Passaggio strategico che adegua l’impianto operativo alle direttive nazionali”
La Sicilia compie un passo in avanti decisivo nel percorso di modernizzazione tecnologica dei suoi presidi di sicurezza: dopo l’esperienza pilota di Licata, anche i Comuni di Santa Margherita di Belice (Agrigento) e Priolo Gargallo (Siracusa) hanno adottato ufficialmente le componenti avanzate della piattaforma TEGIS. Questa scelta permette alle due amministrazioni di dotarsi di un Piano di Protezione Civile nativo digitale, integrato con il canale informativo TEGIS 24 e con la relativa applicazione mobile.
La presentazione formale dell’infrastruttura cibernetica applicata al territorio siracusano è avvenuta a Priolo Gargallo, all’interno della cornice della V Edizione del Master in “Logistica per la Sicurezza e per l’Emergenza”, un percorso di alta formazione coordinato dal Ce.FLI dello Stato Maggiore della Difesa in collaborazione con l’Università di Padova. Davanti a un’aula composta da alti ufficiali delle Forze Armate e dei corpi di Polizia, i massimi esperti del settore — tra cui il Dirigente Generale della Protezione Civile Siciliana Salvatore Cocina e il Generale di Brigata dei Carabinieri Marcello Giannuzzi — hanno analizzato i vantaggi operativi derivanti dalla dematerializzazione dei vecchi faldoni cartacei d’emergenza.
La scelta delle due cittadine siciliane non è casuale, ma risponde a precise e profonde motivazioni storiche e strutturali. Santa Margherita di Belice evoca le origini stesse della Protezione Civile moderna in Italia: fu proprio il devastante terremoto del 14 gennaio 1968 nel Belice a spingere lo Stato a emanare la legge 996 del 1970, introducendo per la prima volta i concetti giuridici di calamità naturale e catastrofe e strutturando i primi soccorsi organizzati.
Sul fronte opposto, Priolo Gargallo rappresenta uno dei nodi più complessi d’Europa sul piano della difesa civile e della prevenzione tecnologica. Ospitando uno dei poli petrolchimici più grandi del Mediterraneo, il centro aretuseo convive con un carico di rischio industriale talmente elevato da essere definito dagli esperti della Difesa come una “piccola Genova”. In un contesto simile, l’accuratezza dei piani di evacuazione e la rapidità dei flussi informativi sono variabili in grado di fare la differenza in caso di incidente rilevante.
TEGIS si configura come una piattaforma GIS (Geographic Information System) avanzata, certificata dall’Autorità per la Cybersicurezza Nazionale, sviluppata da Servizi Professionali Innovativi Srl e implementata con moduli di intelligenza artificiale da Siget 4.0 srl. Lo strumento consente di adempiere all’obbligo di legge introdotto dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio del 30 aprile 2021, la quale impone la digitalizzazione dei piani di emergenza comunali.
L’ecosistema tecnologico si articola in tre applicazioni connesse:
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Piattaforma Principale: in uso al Sindaco e ai Disaster Manager del Centro Operativo Comunale (COC) per l’analisi predittiva dei rischi e il coordinamento delle funzioni di soccorso;
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App TEGIS: pannello di controllo mobile per la governance dell’evento calamitoso in tempo reale;
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App24: l’applicazione gemella destinata alla popolazione, scaricabile tramite QR code posizionati nei punti sensibili delle città.
Attraverso l’uso di App24, i residenti e i turisti possono consultare in qualsiasi momento le aree di attesa sicure del proprio Comune, visualizzare la cartografia dei rischi e ricevere notifiche push immediate in caso di allerte meteo della Protezione Civile o di criticità industriali. Il sistema è stato progettato per garantire la massima efficacia comunicativa nel pieno rispetto della privacy: l’accesso ai dati del Piano di Protezione Civile e la ricezione dei messaggi di pubblica utilità avvengono senza richiedere alcuna registrazione, senza raccolta di dati personali e senza tracciamento GPS dell’utente, in totale conformità con i rigidi parametri europei del GDPR.
«Il software adempie pienamente alle direttive sulla digitalizzazione dei piani di emergenza e rappresenta uno strumento notevole per le attività di prevenzione non strutturale – ha commentato Sergio Achille, presidente onorario dell’Associazione Nazionale Disaster Manager (AssoDima) –. La presentazione di questo strumento ha mostrato una pratica operativa ormai dotata di strumenti cibernetici avanzati a supporto dell’incolumità pubblica».










