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Roy Paci torna a casa dopo l’intervento: “Grazie a chi salva vite ogni giorno”

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Il trombettista e cantante augustano è stato dimesso dopo l’operazione che lo ha costretto ad annullare due concerti. E pensa di portare la musica negli ospedali pubblici come forma di cura interiore

Roy Paci ha annunciato di essere tornato a casa dopo l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto nei giorni scorsi, a seguito dei “seri problemi di salute” che lo scorso fine settimana lo avevano costretto ad annullare due concerti.

“Beh, direi che per questa volta mi dovrete supportare ancora per un bel po’. L’operazione è andata a buon fine e devo dire che mi ha salvato da conseguenze molto più gravi”, racconta il trombettista e cantante, che ha voluto ringraziare pubblicamente il personale dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase che lo ha assistito.

“Ed è solamente grazie a donne e uomini come loro che ogni giorno si prodigano per accudire, assistere e salvare vite umane: sono gli operatori ospedalieri, sono dottori, infermieri e persino il personale delle pulizie che umanizzano la permanenza in questi luoghi che di per sé portano un po’ di tristezza, diciamolo”, ha aggiunto.

Paci ha raccontato anche l’esperienza vissuta nel reparto in cui è stato ricoverato, circondato da pazienti anziani che lo hanno incoraggiato durante il periodo di degenza “e coccolato come un figlio”.

“Ho vissuto un ospedale che, escludendo gli attrezzi e gli oggetti caratterizzanti, appariva come una grande casa abitata da una famiglia amorevolmente bizzarra e piacevolmente eterogenea”, ha spiegato il musicista, annunciando che la ripresa dovrebbe essere rapida e dando appuntamento al pubblico al prossimo concerto, ringraziando per i numerosissimi messaggi ricevuti in questi giorni. Poi una riflessione sull’esperienza da poco vissuta: “Esco fuori più fortificato e sicuramente più grato alla vita non soltanto per ciò che mi dona, ma anche per ciò che mi nega, per ciò che mi toglie e per ciò che mi costringe a comprendere”.

Nel suo racconto, l’artista augustano ha parlato anche di un progetto che vorrebbe portare avanti al termine della propria convalescenza: introdurre negli ospedali pubblici una forma di filodiffusione musicale, con generi come classica, downtempo e easy listening.

“Sicuramente i suoni non sono farmaci, ma credo fermamente che possono diventare una forma potentissima di cura interiore: accompagnano il dolore, restituiscono memoria, muovono emozioni, ricompongono silenzi. La musica – ha concluso Roy Paci – non promette di guarire nessuno, ma sa raggiungere luoghi dell’anima dove nessuna medicina può arrivare”.

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