Il richiamo all’appello di Papa Leone XIV sulla comunicazione non aggressiva e il ruolo dei giornalisti
“Disarmare le parole per disarmare la terra”. È l’appello di Papa Leone XIV richiamato dal giornalista Salvatore Di Salvo, già segretario nazionale dell’Ucsi e direttore di Radio Una Voce Vicina InBlu, dopo l’attacco frontale del presidente Usa Donald Trump contro il Pontefice.
Di Salvo ha sottolineato l’attualità del messaggio consegnato dal Papa in occasione dell’incontro con giornalisti e operatori della comunicazione del 12 maggio dello scorso anno.
“Sono parole inaccettabili sia come battezzati che come giornalisti – ha detto Salvatore Di Salvo”, riferendosi alle dichiarazioni del presidente statunitense.
Il giornalista ha quindi richiamato il senso dell’invito del Pontefice: “Il Papa ci indica la strada per combattere la guerra con la preghiera con una comunicazione non aggressiva, senza pregiudizio”.
Nel suo intervento, Di Salvo ha ribadito: “Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio ci ricordava il Papa – ha aggiunge Salvatore Di Salvo – rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività. Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Dobbiamo dire “no” alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra”.
Di Salvo ha inoltre evidenziato la responsabilità di giornalisti e operatori della comunicazione: “Oggi noi abbiamo una grande responsabilità sia come battezzati che come giornalisti e operatori della comunicazione. Dobbiamo abbandonare nel nostro linguaggio la “guerra delle parole””.
Infine, il richiamo al ruolo dell’informazione: “Noi dobbiamo dare voce ai deboli, ai fragili, ma anche agli urlatori, purificando il linguaggio da pregiudizi, rancore e fanatismo. Le parole di papa Leone XIV ci richiamano, oggi – ha detto Salvatore Di Salvo – al cuore della professione giornalistica richiamando tutti noi al “dovere della verità e della libertà””.







