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Sicurezza a Siracusa: dalla rissa in Borgata all’esposto contro la “mala movida” in Ortigia

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Sabato di caos e paura in piazza Santa Lucia, mentre 158 residenti del centro storico diffidano il sindaco Italia: “Servono regole e controlli strutturali”

Tra piazze trasformate in ring a cielo aperto e notti insonni a causa dei decibel fuori controllo, Siracusa si trova a fare i conti con un’emergenza legata alla vivibilità e alla sicurezza pubblica che unisce idealmente la Borgata e il cuore storico della città. Due facce della stessa medaglia: l’assenza di controlli capillari e la necessità di un intervento amministrativo forte.

L’episodio più grave, dal punto di vista dell’ordine pubblico, si è consumato nel pomeriggio di sabato scorso nel cuore della Borgata, in piazza Santa Lucia. Per motivi ancora al vaglio degli inquirenti, è scoppiata una violenta rissa che ha coinvolto diversi soggetti, perlopiù cittadini stranieri extracomunitari.

Minuti di puro terrore per i residenti e i turisti, fuggiti a gambe levate nei vicoli adiacenti per mettersi in salvo da un vero e proprio scenario di guerriglia urbana, caratterizzato dal lancio di pietre, bastoni e persino l’uso dei carrellati della spazzatura come armi improprie. Il bilancio è grave: un uomo è stato accoltellato e trasportato d’urgenza in ospedale dal 118, mentre i Carabinieri, giunti sul posto, faticavano a riportare la calma.

Ortigia e l’esposto contro la “mala movida”

Se in Borgata si combatte contro la violenza fisica, a pochi chilometri di distanza, nel centro storico di Ortigia e nel quartiere Umbertino, si combatte contro la violenza del caos notturno.

Il Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente” ha infatti presentato un esposto collettivo, firmato da 158 residenti, indirizzato direttamente al Sindaco Francesco Italia. Il documento denuncia il dilagare della cosiddetta mala movida: musica a tutto volume oltre gli orari consentiti, schiamazzi, disordine e assenza di misure deterrenti.

Il Comitato chiarisce di non essere contro il divertimento, ma contro “l’arroganza di chi ignora volutamente le regole della convivenza civile”. Un fenomeno che sta danneggiando non solo il diritto alla salute e al riposo dei residenti, ma anche l’economia sana, generando recensioni negative per le strutture ricettive della zona.

I due episodi, pur differendo per gravità penale e dinamiche, sono strettamente collegati e restituiscono la fotografia di una città in cui la percezione di insicurezza e di abbandono istituzionale è in forte crescita.

Che si tratti di far rispettare il divieto di vendita di alcolici per arginare le risse in piazza Santa Lucia, o di sanzionare i locali trasgressori per spegnere la mala movida in Ortigia, il messaggio dei cittadini all’Amministrazione comunale e alle Forze dell’Ordine è univoco. Come evidenziato nell’esposto del Comitato, non bastano più interventi sporadici o promesse sulla carta. Serve un cambio di passo strutturale. Difendere la quiete pubblica e l’incolumità non significa spegnere la città, ma restituirle l’equilibrio, la legalità e il rispetto che merita.

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